L’importanza della pianificazione finanziaria

Img_181Risparmiatori senza obiettivi finanziari ben definiti, privi di un’adeguata conoscenza e di piani per rispondere alle esigenze future. Questo il quadro che esce da una ricerca di Natixis Global Asset Management, che evidenzia come più di tre risparmiatori italiani su cinque (61%) non abbiano obiettivi ben definiti e come ben il 69% degli intervistati non abbia un piano finanziario per raggiungerli. La mancanza di obiettivi precisi fa sì che gli individui si trovino allo sbaraglio, in un contesto finanziario che richiede invece un livello di preparazione sempre più elevato. Di qui la necessità della consulenza. Un bisogno avvertito anche dagli stessi privati. Dalla ricerca di Natixis GAM emerge, infatti, che il 44% degli intervistati riconosce di avere necessità di una migliore conoscenza finanziaria. Questo spiega perché il 79% degli italiani investa solo in prodotti che può comprendere.

Si conferma quindi il ruolo chiave della consulenza finanziaria. “I risparmiatori italiani si stanno rivolgendo sempre più verso consulenti professionali che li possano guidare verso il raggiungimento dei risultati di investimento desiderati”, si legge nella ricerca, dalla quale si apprende che il 72% degli intervistati italiani utilizza in qualche modo un consulente. Il rischio di base è che senza il sostegno di consulenti e promotori finanziari, i risparmiatori rimangano bloccati in un’impasse tra rischio e rendimento, rimanendo in bilico, quindi, tra rendimento e sicurezza. E, soprattutto nel nostro Paese, i risparmiatori sono profondamente combattuti. Mentre il 63% afferma che la crescita della ricchezza rappresenta una priorità rispetto alla protezione del capitale, il 66% è disposto ad assumersi solo un rischio minimo, anche se ciò significa sacrificare il rendimento. E ben il 75% continua a scegliere la sicurezza rispetto alla performance.

Il rischio più grande al quale un privato va incontro è che, senza un piano finanziario, le probabilità di realizzare i propri obiettivi diminuiscono. E se in questo scenario di fondo aggiungiamo anche l’istinto e l’emotività, la situazione potrebbe peggiorare. Sempre secondo Natixis, quasi l’80% degli intervistati compie scelte di investimento sulla base dell’istinto. Inoltre, solo una minima percentuale di soggetti riesce a percepire il ruolo che l’emotività può giocare sul raggiungimento degli obiettivi. Ecco che occorre quindi una guida che possa aiutare gli investitori a capire il profilo di rischio del proprio portafoglio in modo da strutturare un piano finanziario per il futuro e monitorare l’andamento dei propri investimenti nel tempo.

Fonte: http://www.iononcicascopiu.it

La (falsa) sicurezza dei depositi bancari

imagesCA7EE32CAmara verità: in caso di dissesto bancario, i fondi di tutela non basterebbero.

In Italia, l’organismo deputato a garantire la tutela dei depositi bancari è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Al FITD, per obbligo di legge, aderiscono tutte le banche residenti in Italia tranne le banche di credito cooperativo che, a loro volta, aderiscono al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo.

L’obiettivo di oggi non è tanto quello di conoscere nel dettaglio le modalità e le forme di garanzia prestate dal Fondo (per saperne di più potete consultare il sito www.fitd.it), quanto sottolineare e ribadire con forza l’assoluta inadeguatezza del fondo, rispetto ai fondi classificati come “Rimborsabili”, cioè rispetto ai volumi dei depositi bancari rimborsabili.

Per comprendere meglio questo delicato tema vi chiedo di osservare la tabella di seguito riportata, tratta dalla Relazione Annuale del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi riferita all’anno 2012, sulla quale sono rappresentati i volumi di fondi rimborsabili suddivisi per livello di rischiosità degli istituti di credito considerati (254), analizzati secondo gli standard previsti dal FITD.

tabella fitd

Cosa possiamo evincere da questi dati?

Secondo questa analisi i fondi rimborsabili della 254 banche ammontano complessivamente a 476 miliardi di euro. Di questi fondi, oltre la metà sono allocati in banche che lo stesso FITD considera con un rischio superiore a quello medio, con il grosso della fetta (197 mld di euro) allocata presso istituti con “Rischio Medio-Alto”, e addirittura oltre 50 miliardi allocati presso istituti con “Rischio Alto” (43 mld) o “Escludibile” (11 mld).

Nella stessa relazione, a pagina 37, leggiamo testualmente: “Con riferimento all’impegno per interventi dell’esercizio 2013, le risorse per interventi, calcolate nella misura dello 0,4% del totale dei fondi rimborsabili al 30 giugno 2012 (476.105.467.627 euro), sono equivalenti a 1.904.421.870,51 euro”

Dunque a conti fatti i fondi disponibili in caso di dissesto bancario, non sarebbero neanche sufficienti per coprire i rimborsi dei depositanti di una banca di piccole dimensioni!!!

A complicare il quadro sopra descritto, è importante ricordare che le sofferenze bancarie hanno superato il 9% del Pil, oltre quota 140 miliardi di euro. Un valore che, al netto degli accantonamenti e delle svalutazioni effettuate, rappresenta più del 20% del capitale e delle riserve complessive del sistema bancario.

Per questi motivi, con un sistema bancario molto fragile (che peraltro rischia di peggiorare con il protrarsi della crisi) ed una situazione economica in fortissimo stress (che può generare ulteriori sofferenze alle banche) appare del tutto ingannevole e fuorviante parlare dell’esistenza di una garanzia assoluta sui depositi inferiori ai 100 mila euro.

Questo per dire che dobbiamo togliere tutto dal conto corrente e mettere i soldi sotto il materasso? Assolutamente no, tutt’altro, ma smettiamola di rifugiarci dietro la (falsa) sicurezza dei depositi bancari e apriamo la mente valutando soluzioni che possano fornirci tutele maggiori nella gestione dei nostri risparmi.

Perché queste soluzioni esistono (eccome!) e io le utilizzo regolarmente nel costruire per i miei clienti una corretta asset allocation all’interno di una corretta pianificazione finanziaria.

Fonte dei dati: www.fitd.it