Cat Bond, quando l’innovazione aumenta la protezione

Cos’è la correlazione in finanza? Come dice la parola stessa, per correlazione si intende la relazione che intercorre tra due o più variabili. In finanza è utile per definire il legame che ci può essere (o non essere) tra due o più entità.

E’ strettamente collegata al concetto di diversificazione, in quanto per diversificare correttamente gli investimenti è fondamentale inserire strumenti che siano poco correlati tra loro (decorrelati) in modo da proteggere e tutelare il più possibile il risparmio in ogni situazione, positiva o negativa.

Un problema di questi ultimi, complicati, anni è stato e continua ad essere proprio quello della forte correlazione tra i diversi strumenti finanziari: in alcuni periodi azioni, obbligazioni, valute, materie prime sono andate tutte nella stessa direzione (ahimè verso il basso…). In più, con l’espandersi della globalizzazione, anche geograficamente è avvenuta la stessa cosa: ad esempio alla discesa del mercato azionario europeo è corrisposta una discesa (seppur diversa in termini numerici) dei mercati azionari americani, del pacifico e dei paesi emergenti.

Cosa si può fare quindi per aumentare la decorrelazione tra i vari investimenti e proteggere i nostri risparmi?

Sicuramente continuare a diversificare gli investimenti (cioè “non mettere tutte le uova nello stesso paniere”), perchè le anomalie di questi anni non possono continuare all’infinito e i mercati gradualmente si “normalizzeranno”. Altrettanto sicuramente, inserire una componente di strumenti finanziari realmente decorrelati dagli investimenti tradizionali, che hanno dimostrato nel tempo di essere indipendenti da ciò che avviene sui mercati.

Vorresti un esempio pratico di strumenti di investimento realmente decorrelati? Eccoti accontentato, ti presento i CAT BOND (Catastrophe Bond).

La definizione potrà non sembrarti promettente o di buon auspicio, in realtà ti consiglio di andare aldilà del nome per cogliere l’accezione positiva di questi strumenti. Infatti possiamo dire che chi investe in Cat Bond è al tempo stesso investitore ad alto tasso di interesse e benefattore.

Cosa sono? Sono strumenti finanziari (obbligazioni) che consentono di trasferire i rischi assicurativi al mercato dei capitali.

Perchè sono nati i Cat Bond? Perchè le compagnie assicurative hanno la necessità, a loro volta, di riassicurarsi: da alcuni anni possono farlo tramite questi strumenti ad-hoc che consentono di trasferire gran parte dei rischi assicurativi al mercato dei capitali.

Come vengono emessi? I soldi vengono raccolti tramite uno Special Purpose Vehicle (Spv). Lo Spv è una società giuridicamente autonoma costituita per l’occasione, che emette i titoli e assume in prima persona tutti gli obblighi derivanti dall’emissione. Questi soldi sono depositati presso un conto vincolato a beneficio della compagnia assicurativa che cede il rischio, nel caso in cui l’evento naturale si manifesti e dell’investitore, nel caso in cui l’evento non si manifesti.

Quali garanzie hanno gli investitori? Il capitale dell’investimento è sempre separato da quello della compagnia che trasferisce il rischio, per mitigare il rischio di credito nei suoi confronti.

Attraverso i Cat Bond è dunque possibile stare alla larga dai soliti rischi. Il rendimento non dipende dall’emotività che domina i mercati e dai fondamentali su cui si basano i trend di borsa, ma principalmente dal verificarsi di un evento naturale catastrofico (terremoti, incendi, uragani, tempeste, alluvioni) indipendentemente dall’andamento dei mercati azionari, obbligazionari, delle valute e dei tassi. Gli eventi naturali non dipendono infatti dalla psiche dei mercati e non ne subiscono le conseguenze dirette. Se l’Italia diventa insolvente o l’euro avrà dei problemi, sicuramente non sarà una causa di un uragano in Messico! Vuoi una prova tangibile di questa decorrelazione? Guarda questo grafico.

Inoltre anche gli eventi stessi sono completamente slegati gli uni dagli altri: è evidente che un terremoto in Giappone non influisce affatto sulla possibilità che si verifichi un uragano in Florida e via dicendo. Dunque abbiamo una doppia decorrelazione, “esterna” (nei confronti delle asset class tradizionali) e “interna” (tra i diversi eventi naturali ri-assicurati in tutto il mondo).

Ci tengo a fornirti un altro dato interessante che testimonia la validità di queste soluzioni: dal 1990 ad oggi la quasi totalità dei Cat Bond emessi è arrivata a scadenza senza subire perdite, ma producendo generosi interessi. Naturalmente, non devi credere ai Maya… 🙂

Un’ulteriore componente che rende interessante questa asset class in questo momento è il vero e proprio boom delle emissioni (1° quadrimestre 2012: +47% rispetto al 2011) e dei rendimenti attesi degli ultimi mesi nella ricerca di una maggior tranquillità da parte delle compagnie di assicurazione nell’assolvere i loro compiti anche al verificarsi di eventi estremi.

Come si può investire materialmente in Cat Bond? Investire in Cat Bond è un privilegio riservato ai clienti del Gruppo Azimut, e quindi anche ai miei clienti! Azimut infatti è l’unica società in Italia a poterti offrire l’accesso a questi innovativi strumenti, normalmente riservati ad investitori istituzionali come fondi pensione, fondi specializzati, ri-assicuratori, banche, asset manager. Attraverso l’acquisizione del 50% di Katarsis Capital Advisors, una società specializzata in questi strumenti che gestisce i fondi Eskatos ed ha sede in Svizzera, è stato creato AZ Cat Bond Fund, un esclusivo fondo a bassa volatilità che investe direttamente in Cat Bond (articolo Borsa & Finanza).

Vuoi saperne di più? Vorresti avere qualche informazione più dettagliata sul Cat Bond Fund? Vuoi aumentare la protezione dei tuoi risparmi?

Contattami, sono a tua disposizione.

Disclaimer

Proteggere i risparmi oggi

Lunedì mattina, ore 13. Spread a 520. Borsa italiana -4%. “Odio i lunedì”, cantava Vasco. E non aveva mica tutti i torti…

L’ora della verità questa volta sembra essere davvero arrivata. In molti avevano preannunciato un’estate rovente e proprio mentre il ciclone Circe sta abbassando le temperature sulla nostra penisola, il violento riproporsi dello spettro della disgregazione dell’area euro ha fatto impennare improvvisamente le temperature sui mercati finanziari.

Il FMI pare intenzionato a bloccare gli aiuti al governo di Atene ed è chiaro che se così fosse la Grecia sarebbe in pratica tagliata fuori dall’unione monetaria, con tutte le conseguenze del caso (vedi il mio post del 5 giugno “Pericolo Euro. Come salvaguardare i nostri soldi”). La Spagna, nonostante abbia ottenuto gli aiuti dall’Europa per il salvataggio del sistema bancario, si trova in una situazione di grande difficoltà con forti tensioni sociali e spread sopra i 630 punti, ai massimi storici. E poi ci siamo noi, con tutte le nostre contraddizioni: tessuto economico-imprenditoriale-sociale completamente diverso rispetto agli altri paesi in difficoltà ma costantemente al centro degli attacchi finanziari a causa dell’elevato debito pubblico e dei mille problemi che ci trasciniamo da decenni.

Cosa è bene fare per proteggere i nostri risparmi oggi?

Quando qualcuno mi chiede un consiglio, che sia un amico, un parente o un cliente, mi rivolge spesso questa domanda: “Tu cosa faresti al mio posto?” Oppure: “Visto che siamo nella stessa situazione, cosa stai facendo tu per risolvere questo problema?”

Quindi cercherò, in maniera molto sintetica, di condividere un caso concreto.

Ho incontrato un potenziale cliente: lavoratore italiano, guadagna e spende in euro, ha accumulato nel corso degli anni di lavoro un risparmio cui tiene molto, è spaventato per la situazione attuale, si rende conto di dover prendere delle decisioni ma ha paura di cambiare perchè molti investimenti sono in perdita, vuole proteggere i suoi risparmi da un’eventuale disgregazione dell’area euro e garantirsi un futuro sereno (ha anche obiettivi più precisi e personali ma naturalmente non è questa la sede opportuna per occuparsene). Ha sempre lasciato i suoi risparmi nella propria banca, ha un conto corrente, un conto di deposito, titoli di stato italiani, obbligazioni della banca e qualche titolo azionario italiano.

Sono volutamente vago e quindi non mi interessa scendere nel dettaglio sulle caratteristiche e le percentuali delle singole categorie di investimento, è un lavoro che ho svolto in maniera precisa personalmente con questa persona. Ciò che vorrei mettere in evidenza qui è un esempio, purtroppo frequentissimo nella mia esperienza, di concentrazione di tutte le risorse (patrimoniali e reddituali) su un singolo paese, l’Italia, e una singola valuta, l’euro. Oggi non ci possiamo più permettere una concentrazione così elevata.

Cosa ho fatto io, consulente finanziario, per proteggere i risparmi di questa persona?

1L’ho ascoltato, facendo emergere i suoi bisogni, le sue paure, le sue aspirazioni

2– Ho fatto un’attenta analisi di portafoglio, mettendo in luce alcuni punti forti, le evidenti aree di miglioramento, il disallineamento parziale delle scelte di investimento con gli obiettivi, i rischi potenziali, le oscillazioni che il portafoglio potrà subire a seconda degli scenari che si presenteranno

3– Dopo aver chiarito gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, ho condiviso con lui un progetto di investimento chiaro, semplice che tocca tutti i punti individuati insieme e aumenta al massimo la probabilità di raggiungere i suoi obiettivi personali, familiari, professionali

4– Ho suggerito di mantenere alcune corrette scelte di investimento, perfettamente in linea con le esigenze che mi ha palesato, e allo stesso tempo di apportare alcune urgenti e necessarie modifiche:

  • DIMINUIRE IL RISCHIO PAESE, diversificando parte degli investimenti su altre aree geografiche, in tutto il mondo
  • ELIMINARE GRADUALMENTE IL RISCHIO EMITTENTE, prediligendo efficienti e più tutelanti soluzioni di risparmio gestito rispetto alle singole emissioni, troppo rischiose e senza premio per il rischio (vedi l’articolo “Come cogliere le opportunità”)
  • DIMINUIRE IL RISCHIO VALUTA, inserendo soluzioni che permettono di investire in oltre 20 valute internazionali per limitare gli effetti di una svalutazione dell’euro in caso di sviluppi negativi o anche parzialmente negativi (vedi l’articolo “Un’assicurazione sul futuro dei nostri risparmi”)

5– Oggi che è mio cliente sto continuando ad assisterlo giorno dopo giorno, affiancandolo in ogni cambiamento della situazione personale e del contesto economico-finanziario in continua evoluzione

Con alcune semplici (ma non banali) mosse ho messo in sicurezza i suoi risparmi accumulati in passato, proteggendoli da un presente incerto e difficile, e aumentando in maniera esponenziale le possibilità di raggiungere i suoi traguardi futuri.

E’ chiaro che questo esempio non vale per tutti, ognuno ha la propria situazione e i propri progetti, ma è emblematico del sempre più frequente immobilismo nel prendere decisioni semplici e fondamentali, procrastinando continuamente in avanti le scelte. Serve la consapevolezza che questo comportamento potrebbe rivelarsi deleterio e mettere a repentaglio le fatiche di una vita.

Vale la pena quindi di dedicare un pò di tempo a riflettere sui rischi e sulle opportunità di questa situazione.

Non rimandare a domani quello che DEVI fare oggi, perchè domani potrebbe essere già scaduto il tempo!

Contattami.

Un’assicurazione sul futuro dei nostri risparmi

In un contesto come quello che stiamo vivendo è obbligatorio porre la massima attenzione alla gestione dei propri risparmi per assicurarci un futuro sereno a prescindere dallo scenario che si presenterà.

Nei due precedenti articoli mi sono occupato prima del “pericolo Euro” e successivamente di quali efficienti soluzioni abbiamo a disposizione per ottenere maggiori tutele ed uscirne vincitori. In questa terza puntata vorrei dare qualche spunto più concreto per coniugare questi due concetti e lanciare un invito all’azione a chi mi sta leggendo ed è preoccupato dalle allarmanti notizie che quotidianamente vengono diffuse dai mass media.

Proprio oggi Paul Krugman (economista statunitense premio Nobel nel 2008) ha dichiarato in un’intervista: “Non so se l’Euro ci sara’ ancora fra un anno, diciamo che ci sono un 50% di probabilita’ che possa scomparire. Siamo vicini a una crisi esistenziale dell’Euro: fino a qualche tempo fa sembrava impossibile che la moneta europea sparisse, ora invece e’ possibile. E se cio’ avverra’, avverra’ rapidamente. Il mercato fara’ saltare in aria tutto molto presto se le autorita’ non cambiano le loro politiche economiche inefficaci. E’ questo il momento della resa dei conti.” Una visione alquanto pessimista quella di Krugman che però non possiamo permetterci di escludere a priori.

Sempre oggi circolano inoltre indiscrezioni su un presunto piano segreto che le autorità finanziarie europee avrebbero predisposto nel caso in cui Atene dovesse decidere di abbandonare l’area della moneta unica dopo le elezioni di domenica prossima. Piano che, secondo questo report esclusivo divulgato da Reuters e ripreso da La Repubblica, prevederebbe che le autorita’ dell’Eurozona assumano il controllo dei capitali della nazione e impongano la sospensione di Schengen. Al blocco delle frontiere si andrebbe ad aggiungere l’imposizione di limiti alla possibilita’ di prelevare dagli sportelli bancomat.

Come fronteggiare, dunque, questa situazione di incertezza?

Qualche consiglio, come anticipato, lo ho già indicato: AMPIA DIVERSIFICAZIONE VALUTARIA e utilizzo di STRUMENTI TUTELANTI, SEMPRE LIQUIDABILI, PRIVI DI RISCHIO EMITTENTE.

Esiste uno strumento che soddisfa completamente, in maniera semplice e immediata, queste caratteristiche e che possiamo definire UN’ASSICURAZIONE (OBBLIGATORIA!) SUL FUTURO DEI NOSTRI RISPARMI?

Fortunatamente la risposta è SI’!

Riterresti utile, per una quota del tuo patrimonio, investire in una soluzione che investe in 21 valute internazionali fuori dall’Euro, delle quali 8 considerate “bene rifugio” (Dollaro USA, Franco Svizzero, Sterlina Inglese, Dollaro Canadese, Real Brasiliano, Yen Giapponese, Dollaro Australiano, Zar sudafricano) e 13 “emergenti” (Corona Svedese, Corona Norvegese, Zloty Polacco, Lira Turca, Fiorino Ungherese, Peso Messicano, Sol Peruviano, Won Sudcoreano, Rublo Russo, Renminbi Cinese, Ringgit Malese, Rupia Indonesiana, Dollaro Neozelandese)?

Il tutto senza rischio emittente (vengono acquistate emissioni di enti sovrannazionali AAA), con quotazione giornaliera, possibilità di flusso cedolare, gestione attiva, di diritto lussemburghese, che diversifica completamente sia rispetto al reddito da lavoro che rispetto agli asset comunemente detenuti (immobili, Btp, Corporate bancari)?

Io la ritengo non solo una soluzione utile, ma anche molto intelligente!

Noi del Gruppo Azimut siamo i primi ad aver lanciato una soluzione altamente diversificata in valute internazionali, che consente di avere “tutto il mondo in una mano” e che attualmente rappresenta in assoluto l’assicurazione meno costosa, più differenziata, più tutelante e meno volatile che il mercato possa offrire!

Naturalmente, le informazioni che ho sopra riportato sono parziali e non rappresentano assolutamente una sollecitazione all’investimento bensì un ottimo spunto di confronto per un successivo approfondimento personale, che ti invito a richiedermi.

Vuoi saperne di più?

Ecco il mio invito all’azione: scrivimi via mail o contattami telefonicamente, sarò felice di approfondire insieme a te questa ed altre soluzioni in linea con le tue esigenze in assoluta coerenza e complementarietà con gli investimenti che oggi detieni e con il progetto di pianificazione che definiremo insieme, se lo vorrai.

CONOSCERE E’ LA PRIMA REGOLA DI DIFESA, AGIRE E’ IL PASSO SUCCESSIVO!