Finanza personale: sappiamo pianificare il nostro futuro finanziario?

Da un articolo pubblicato sul blog http://www.iononcicascopiu.it.

Abbiamo fatto una piccola ricerca e abbiamo riscontrato che le persone hanno 3 tipologie di approccio al denaro e al creare redditi.

La vista cieca – E’ il modo di guardare di chi vive alla giornata, lavora, guadagna, spende, si indebita e riparte riproducendo all’infinito lo stesso ciclo limitante insegnando oltretutto ai propri figli a fare altrettanto come se non esistesse alternativa a quella che Kiyosaki chiama “la corsa del topo”. Queste sono le persone che si devono risvegliare e aprire gli occhi.

La vista corta – Chi usa la vista corta va appena un po’ più in là di chi usa la vista cieca. Ha capito che ascoltare ogni volta le sirene del marketing e della pubblicità non serve esattamente i propri interessi, per cui cerca di evolversi creando almeno un minimo di risparmio e conquistandosi così un aumento della propria libertà di scelta. Il suo problema, la sua vista corta, è che poi solitamente non sa cosa fare del proprio risparmio e lo utilizza comprando debito altrui o strumenti di brevissimo termine che gli pagano poca ricompensa (salvo situazioni anomale e circostanziate di mercato) come titoli di stato, buoni postali, conti correnti, conti deposito.

La vista media – La persona con la vista media ha certamente un grado di formazione finanziaria più alta rispetto alla stragrande maggioranza dei propri conoscenti, si attiva costantemente per aumentare le proprie entrate lavorando sia sul proprio contributo al mondo sia sulla capacità di comunicarlo.

E’ in grado di creare costantemente del risparmio e di investirlo con discreta o buona competenza, sia sul medio che sul lungo termine utilizzando una varietà di strumenti che possono andare dalle soluzioni finanziarie agli immobili ai business non gestiti.

Una delle sue priorità è cercare di realizzare rendite passive per poter ottenere reddito senza pagare un grande prezzo in termini di tempo e libertà personale. E’ un’ottima cosa avere la vista media, è un passaggio di crescita fondamentale .

Il presupposto è che la “vista media” potrebbe non essere in grado di garantirci benessere e prosperità in futuro se il mondo come lo abbiamo conosciuto finora dovesse cambiare radicalmente e mandare all’aria tutti i presupposti che fino ad oggi consideriamo delle certezze. In questo caso consigliamo vivamente di farsi aiutare da un bravo professionista.

Non ci sono certezze, è assolutamente possibile che il mondo e l’economia come li abbiamo conosciuti per tutto il corso della nostra vita continuino il proprio percorso tra alti e bassi almeno fino a quando per noi la cosa avrà una qualche importanza.

Ma l’ultimo decennio ci ha insegnato che i cambiamenti radicali e i “collassi del sistema” si verificano con distanze sempre più ravvicinate e con una velocità sempre maggiore. E’ fondamentale alzare lo sguardo ed avere il coraggio di mettere in discussione il fatto che il mondo, così come lo abbiamo sempre conosciuto, potrebbe cambiare irrevocabilmente.

E per cavalcare il cambiamento, anzichè essere travolti da esso, è basilare rivedere regolarmente le nostre scelte con il supporto del nostro consulente, adeguando la nostra pianificazione ai mutamenti personali (reddituali, patrimoniali, famigliari, professionali, ecc.) e del contesto economico che ci circonda.

E tu, cosa aspetti a farlo? Amplia la tua vista!

Italiani, popolo di risparmiatori

Gli investitori italiani benestanti risparmiano e investono oltre il 35% del reddito familiare mensile. E guardano all’Asia come destinazione favorita per i loro investimenti nei prossimi 12 mesi.

E’ quanto emerge dallo “European Wealth Index” elaborato da Schroders (società di asset management inglese) per il 2012 su 1.341 individui in 12 paesi europei. L’indagine, giunta alla seconda edizione, studia il comportamento degli investitori affluent – con un patrimonio investito di almeno 60.000 euro – analizzando la ripartizione del reddito fra risparmio, spese, investimenti e debito.

I risultati? Nonostante il clima di incertezza economica diffuso in tutta Europa, emerge un quadro di sostanziale solidità finanziaria per gli investitori benestanti, per cui risparmiare e investire per il futuro rappresentano delle priorità.

In particolare, è stato chiesto agli intervistati come viene generalmente ripartito il reddito familiare mensile: l’investitore italiano medio ha risposto che il 54% viene speso, il 35% risparmiato e investito, e l’11% accantonato per ripagare i debiti. I dati relativi all’Italia appaiono in linea con la media europea e indicano che, nonostante le difficili sfide economiche che il Paese deve affrontare, gli investitori italiani affluent tendono a rispettare le loro strategie di pianificazione finanziaria a lungo termine.

Quali sono le motivazioni sottostanti alla pianificazione finanziaria, specialmente nei casi in cui una quota sostanziale delle risorse è destinata al risparmio e agli investimenti?

Gli italiani hanno indicato come ragione primaria il desiderio di costituire un fondo di emergenza per far fronte agli imprevisti (42%), esigenza più sentita della pianificazione pensionistica (31%). A differenza di altri Paesi europei comunque, in Italia la gamma di esigenze che motiva la pianificazione finanziaria risulta particolarmente ampia. Per esempio, il 23% degli italiani – preceduti solo dagli spagnoli (25%) – cita fra le necessità il finanziamento dell’istruzione e degli studi universitari dei figli. Gli intervistati italiani sono anche i più propensi (13%) in Europa ad accantonare risorse per far fronte ai costi di assistenza all’infanzia.

Quanto alle aree più promettenti per investimenti orientati alla crescita, ben il 41% degli italiani ha risposto di guardare all’Asia-Pacifico per i prossimi 12 mesi, ma anche Europa centro-orientale (18%) e Medio Oriente (16%) sono apprezzati dagli investitori del Belpaese. Solo un italiano su cinque (22%), rispetto a una media Europea del 30%, crede invece ancora nel potenziale del mercato domestico.

Quali conclusioni possiamo trarre da questa ricerca?

In generale, possiamo dire che gli investitori europei medi, nonostante il difficile contesto, continuano a risparmiare e investire una quota significativa delle loro risorse e sono quindi in grado di conciliare le esigenze immediate con una pianificazione finanziaria a lungo termine. È inoltre positivo che gli italiani mostrino una certa convinzione e ottimismo sulle opportunità offerte dai mercati nel prossimo anno.

Non vorrei d’altra parte essere frainteso e scambiato per un inguaribile ottimista (pur ammettendo, in parte, di esserlo…). Da questa indagine infatti sono, naturalmente, escluse le fasce sociali più in difficoltà, che di certo non hanno tra le priorità quella di risparmiare e di investire e che purtroppo stanno aumentando numericamente negli ultimi anni. Il campione di riferimento è preciso e le considerazioni vanno fatte all’interno di questa parte di popolazione.

Dunque, per quanto riguarda la parte benestante del nostro paese, si può essere cautamente ottimisti per il futuro e si può continuare a cavalcare il luogo comune che ci definisce “popolo di risparmiatori”. E per fortuna, visto il nostro debito pubblico…o.O

Rivolgendomi a chi continua a risparmiare e tiene alla salvaguardia dei propri risparmi, dico che è ancora più fondamentale oggi continuare, o iniziare, ad avvalersi di una consulenza professionale qualificata al fine di adottare le decisioni finanziarie più opportune in linea con le proprie esigenze presenti e future.

Quali sono le tue esigenze? Parliamone insieme.