Qual’è stato il miglior titolo di Piazza Affari nel 2012?

num-1AZIMUT GUADAGNA L’81,8% – È Azimut Holding il titolo migliore di Piazza Affari nel 2012 a livello di performance, con un guadagno total return (comprensivo di dividendo) dell’81,8% ed una variazione di prezzo del 75,2% registrati nell’ultimo anno di scambi azionari.

LA TOP TEN DEL 2012 – È quanto emerge dai dati forniti qualche giorno fa da Borsa italiana, a conclusione dell’ulima giornata di contrattazioni del 2012, secondo cui a conquistare la medaglia d’argento tra i 40 titoli che compongono il FTSE MIB è Ferragamo (+66,3%), seguita da Diasorin (+60,5%), Prysmian (+57,9%), Buzzi Unicem (+56,2%), Tod’s (+53%), Finmeccanica (+52,5%), Bpm (+49,8%), Lottomatica (+49,5%), e Impregilo (+49%).

MALE A2A E MEDIASET – Ultimi posti, invece, per la utility lombarda A2A (- 40,8%), Mediaset (-26,1%), Telecom Italia (-17,2%), Enel Green Power (-12,9%), UniCredit (-11,8%), Mps (-10,2%) e Saipem (-10,1%).

AZIMUT, 2012 ANNO RECORD –  Il Presidente del gruppo Azimut, Pietro Giuliani, dichiara che il 2012 dovrebbe esseresi concluso con un utile netto record, superiore ai 140 milioni di euro. Quello appena archiviato è stato l’anno in cui “è iniziato a emergere il lavoro di cambiamento e ristrutturazione che abbiamo cominciato nel 2008, dopo il fallimento di Lehman Brothers”, ha detto Giuliani, che nel 2013 intende continuare “sulla strada di cambiamento e dare performance positive ai clienti, raccolta netta e crescita alla società e quindi valore agli azionisti”.

LA CRESCITA ALL’ESTERO – Quanto all’espansione all’estero, Giuliani ha spiegato che Azimut si sta trasformando in una multinazionale: “con il mondo che nei Paesi occidentali comincia ad avere difficoltà, per avere più probabilità di far fruttare i soldi investiti bisogna andare nelle zone che stanno crescendo di più. Non a caso ci siamo sviluppati a Hong Kong, Shanghai e a Istanbul in Turchia. E stiamo lavorando per arrivare in Sudamerica”.

Questi dati, uniti agli ottimi dati di Apogeo Consulting, confermano nuovamente la bontà del modello delle società di cui ho scelto con orgoglio di essere socio e azionista: il business del gruppo è la gestione del risparmio e l’obiettivo è quello di dare ai clienti e agli azionisti le migliori performance. Il mio obiettivo come Professionista è offrire ai miei clienti una consulenza di altissimo livello, aiutando le persone a finalizzare i risparmi nel modo corretto per realizzare i loro progetti di vita.

E questi numeri dimostrano una volta di più che queste non sono solamente “dichiarazioni di intento” ma sono la realtà.

Provare per credere! Contattami.

Fonte dati: Borsa Italiana, Bluerating

Il Pil americano diventa smart con Apple

Con un telefono cellulare si può fare la storia. Lo dimostra l’impero Apple che, anche dopo la scomparsa di Steve Jobs, continua la scalata verso il successo finanziario. Il 12 settembre Apple ha presentato il nuovo Iphone, il numero 5, quello che potrebbe decretare un’impennata del Pil americano in pochi mesi. Come? Con un boom di vendite impressionante diffuso in tutto il mondo.

Il nuovo prodotto smart è stato lanciato sul mercato il 21 settembre (in Italia il 28) e secondo le stime di JP Morgan entro la fine dell’anno, in soli tre mesi, porterà alla società un guadagno di circa 3 miliardi di dollari con 8 milioni di cellulari venduti.

Ne deriverà, di conseguenza, un aumento del Pil statunintense compreso tra lo 0,25% e lo 0,5% (con il precedente IPhone4, per esempio, il Pil era aumentato dello 0,2%) un dato molto positivo per l’economia del Paese.

Le vendite cresceranno anche in funzione del nuovo sistema di ricarica del telefono, differente rispetto ai precedenti. In questo modo anche il commercio di prese conformi alla nuova linea aumenterà, perché chi credeva di poter utilizzare i vecchi spinotti dovrà necessariamente acquistare l’adattatore disponibile presso gli Apple Store. Ma sembra che nemmeno questa novità scoraggerà la popolazione, che non rinuncia tanto facilmente ai dispositivi smart di ultima generazione.

Un’analisi di mercato interessante, quella legata al marchio tecnologico americano, che non sembra rispecchiare il periodo economicamente delicato che stiamo vivendo. Secondo un’indagine effettuata in America, però, sembra che la tendenza al risparmio non includa il settore della telefonia.

E anche in Borsa il successo è palpabile, con un’impennata dei titoli il cui valore è arrivato  a ben 700 dollari per azione e una liquidità di 117 miliardi di dollari. Una cifra astronomica, certo, proprio come il numero di vendite dei telefonini: 35 milioni ogni trimestre. Con i soldi posseduti dall’impero Apple, la cui capitalizzazione ammonta a circa 650 miliardi di dollari, si potrebbe coprire una volta e mezzo il listino totale di Piazza Affari.

 

Fonte: www.iononcicascopiu.it