L’invecchiamento della popolazione come market mover?

anz

I fenomeni socio demografici possono modificare il quadro macro-economico e il sistema finanziario mondiale.

Basti pensare a come in Italia, Paese famoso per la longevità dei propri abitanti, il sistema pensionistico sia stato messo in crisi anche da questa squilibrata redistribuzione tra popolazione giovane e anziana. A livello mondiale, entro il 2050 la proporzione di anziani tenderà a raddoppiare, passando dall’11% al 22% della popolazione totale. Nei prossimi 5 anni, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di individui di età uguale o superiore a 65 anni supererà quello dei bambini al di sotto dei 5 anni.

L’incremento della popolazione anziana sarà più evidente nei Paesi in via di sviluppo, ma soprattutto nei Paesi industrializzati il segmento di popolazione che aumenterà maggiormente sarà quello degli ultraottantenni, il cui numero assoluto, entro il 2050, risulterà praticamente quadruplicato.

Secondo la banca d’affari Morgan Stanley proprio la “global ageing” rappresenterà nel prossimo decennio un mega trend che influenzerà i consumi; a beneficiare del trend sarebbero, secondo il report, i seguenti settori:

FARMACEUTICO E SANITARIO. Tutte le aziende legate all’healthcare beneficeranno per ovvi motivi del “global ageing”, soprattutto quelle operanti negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. Tali aree sono attraversate infatti da un veloce invecchiamento della popolazione, con un tasso di crescita degli over65 che passerà dall’1,7% del periodo 1995-2010 al 2,6% del 1010-2025. Da considerare quindi soprattutto le aziende legate alla diagnostica, all’ortopedia, all’ortodonzia, agli apparecchi acustici e all’ottica.

TURISTICO. Secondo Morgan Stanley anche i gruppi operanti in particolare nel settore delle crociere e in generale delle vacanze beneficerà dell’invecchiamento globale.

ASSISTENZA ANZIANI E CASE DI RIPOSO. E’ un settore in continua crescita; vi sono gruppi specializzati già da anni in questo tipo di servizi, che vantano utili in continuo aumento e previsioni al rialzo anche sul lungo termine.

ASSICURATIVO. L’invecchiamento della popolazione sta facendo aumentare considerevolmente la domanda di polizze sanitarie.

GRANDE DISTRIBUZIONE. Per le società leader nella grande distribuzione, specializzarsi nell’offerta di prodotti per l’anziano è un trend che, se ben cavalcato, le renderebbe dei competitors d’eccezione. Morgan Stanley punta sui titoli legati a quelle società che già da tempo sono state in grado di attuare tale cambiamento di target.

 

Fonte: Iononcicascopiù

Azimut Independence Week

logo  Independence WeekInvestimenti e mercati finanziari? Ascolta una voce indipendente.

Un appuntamento unico per chi vuole orientarsi nel mondo degli investimenti.

Dall’1 al 5 luglio, 5 gestori del team di Asset management del Gruppo Azimut saranno protagonisti di una serie di eventi, unici sul panorama finanziario italiano.

Tutti i giorni alle ore 13 e alle ore 19, tramite i suoi gestori, Azimut fornirà la propria visione sull’attuale contesto economico ed una panoramica delle più brillanti soluzioni finanziarie.

Un’occasione davvero unica per dare un volto a chi vive ed interpreta ogni giorno i mercati finanziari di tutto il mondo.

Per assistere agli interventi di Azimut Independence Week è sufficiente andare su

http://www.azimut.it oppure http://independenceweek.azimut.it e scegliere come partecipare:

– da uno degli uffici del Gruppo Azimut
– da dove vuoi tu in completa autonomia seguendo gli eventi in streaming tramite PC, Tablet e Mobile

Nel nostro ufficio Apogeo Consulting di via dell’Indipendenza 74 a Bologna abbiamo organizzato numerosi eventi nel corso della settimana che saranno seguiti da un piacevole cocktail sul nostro terrazzo!
Per partecipare contattami direttamente o chiama in ufficio allo 051 552534.

Il primo investimento è conoscere.

Caso Cipro, facciamo chiarezza

LA BCE E IL “PENSIERO DI DRAGHI”

bANKcYPDopo la recente “confusione” seguita alla definizione degli aiuti a Cipro, la riunione della BCE era molto attesa dai mercati. In effetti il “pensiero di Draghi” ci può aiutare ad interpretare meglio quanto letto in questi giorni sul caso Cipro e su eventuali contagi agli altri paesi periferici.

Inoltre, di seguito vogliamo mettere in evidenza le differenze tra i depositi bancari in Cipro e i depositi bancari negli altri paesi europei, con particolare riguardo a quelli in Lussemburgo.

La BCE ha lasciato invariati i tassi ufficiali, anche se il tono del comunicato è stato molto “accomodante” rispetto a un mese fa. Infatti, il Consiglio ha preso atto del fatto che l’economia europea si sta indebolendo anche nella prima parte del 2013 (nonostante un mese fa si attendeva una fase di stabilizzazione della congiuntura). Adesso la BCE “terrà sotto stretto monitoraggio” gli sviluppi dei dati macroeconomici per la seconda parte dell’anno e nel frattempo continuerà “fin quando sarà necessario” a fornire liquidità al sistema tramite le aste di rifinanziamento.

Se la debolezza del ciclo economico dovesse persistere, la BCE ha detto di avere allo studio nuove misure non convenzionali per cercare di stimolare l’erogazione di credito alle piccole e medie imprese. Anche se la BCE si dichiara “pronta ad agire” Draghi ha ribadito che le azioni intraprese devono rientrare nei limiti del mandato della BCE, rimandando alla necessità di affidarsi all’azione di “altre parti”, come gli interventi diretti dei Governi nazionali. 

Nella parte dedicata alle risposte alle domande, Draghi ha chiarito che le dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, sulla possibilità che la “soluzione cipriota” possa essere un modello per l’intero settore bancario europeo, sono state interpretate male e che Cipro non è un “esempio” che verrà seguito per eventuali aiuti ad altri Stati.

Infatti, nel caso di Cipro c’erano solo i depositi da “colpire”, in altri eventuali salvataggi si potrà invece ricorrere al coinvolgimento del settore privato in forme diverse dai depositi bancari (debito subordinato, emissioni obbligazionarie, etc), depositi che probabilmente saranno l’ultimo livello d’intervento solo per le realtà bancarie più deboli; inoltre, è possibile pensare che le filiali estere di una banca nazionale possano essere soggette a regole diverse da quelle vigenti nella nazione della casa “madre” perché come ha messo in evidenza Lombard Odier, “gli euro in un paese più debole sopportano un maggior rischio di essere confiscati rispetto a quelli in un paese più forte”.

Aggiungiamo, inoltre, che la stabilizzazione dei depositi bancari di molti paesi periferici degli ultimi mesi è stata un progresso importante ottenuto dalla BCE per riequilibrare il sistema finanziario europeo. Infatti, tutto ciò ha permesso di razionalizzare il sistema di pagamenti Target2 con il miglioramento della posizione dei paesi creditori come la Germania, che però vanta ancora 600 mld di euro nei confronti del sistema Euro. Con questi crediti la Germania può permettersi un “break up” dell’Euro?

Cipro ci insegna, quindi, che probabilmente eventuali futuri salvataggi verranno fatti solo con la compartecipazione parziale, pubblica e privata, agli aiuti della Troika. In questo modo l’Eurozona cerca di evitare fenomeni di “free rider” impedendo che alcuni paesi approfittino degli aiuti (allentando la disciplina fiscale), proteggendo la solvibilità degli Stati; in definitiva, dopo Cipro il debito dei Governi dovrebbe essere più solido e quello dei Privati più debole di prima!

La BCE non prende neanche in considerazione la possibilità di un’uscita di Cipro e/o della Grecia dall’Euro perché non converrebbe né ai paesi interessati né a tutti gli altri aderenti: non sarebbe conveniente per Cipro perché le misure di ristrutturazione di risanamento dei bilanci bancari dovrebbero comunque essere portate a termine e per la Grecia perché ormai la fase di aumento della competitività dell’economia greca è in fase avanzata vista la forte riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto greco, tornato ai livelli del 2001.

I DEPOSITI BANCARI IN LUSSEMBURGO DI APOGEO E AZIMUT

Da quanto detto sopra ci sentiamo di fare alcune considerazioni finali sulle associazioni fatte da alcune testate economiche e giornalistiche tra detenere depositi bancari a Cipro e detenerli in Lussemburgo. A nostro parere, il paragone non regge per diversi motivi (vedi approfondimento).

Riteniamo che i fondamentali dell’economia del Lussemburgo siano profondamente differenti da quelli di Cipro. Solo per ricordare alcune cifre, il Lussemburgo ha un rating S&P pari a AAA (il livello più alto, nella scala dell’ agenzia americana), un debito/pil assolutamente non preoccupante (18%) ed una disoccupazione fisiologica al 5,5%. Il Granducato, grazie al suo posizionamento nel cuore del Nord Europa, è da sempre al centro del processo di integrazione economica: è uno 6 membri fondatori della Comunità Europea (Schuman Plan 1951 e trattatato di Roma 1957) ed è sede delle principali istituzioni (Corte di Giustizia Europea, Corte dei Revisori, Segretariato del parlamento Europeo, BEI, etc).

Al contrario, Cipro è entrata nell’Unione Europea soltanto nel 2004 e nell’Eurozona nel 2008, evidenziando quindi un ruolo profondamente differente da quello ricoperto dal Lussemburgo in termini di prestigio e del ruolo ricoperto nel processo di integrazione Europea. Cipro, inoltre, deve confrontarsi con un’economia significativamente più debole, con un debito/pil dell’80% e una disoccupazione del 14%, ed un rating “pre-aiuti” di CCC di S&P (ampiamente al di sotto dell’Investment Grade, il rating individua un merito creditizio fortemente speculativo).

Inoltre, con riferimento alle attività finanziarie in Lussemburgo, il Granducato esprime la propria forza competitiva nel settore della gestione del risparmio: è il secondo centro mondiale per l’industria dei fondi dopo gli USA, (2,4 trilioni di AUM in Euro) e conta di 4.000 fondi distribuiti in 50 paesi di cui l’Italia rappresenta l’8% e si posiziona al 5° posto dopo USA, Germania, Svizzera e Gran Bretagna.

Nello specifico i depositi bancari che Azimut detiene nei portafogli dei propri comparti sono ampiamente diversificati ed includono anche filiali di banche italiane operanti in Lussemburgo, considerate solide dai nostri analisti che effettuano approfondite attività di due diligence.  

Infatti, il monitoraggio delle controparti bancarie viene effettuato attraverso un controllo rigoroso del rischio controparte tramite un modello di rating proprietario e la fissazione di limiti massimi sull’esposizione verso ciascuna controparte. Nello specifico, il modello di valutazione interno si basa sull’analisi della qualità degli attivi bancari, sulla profittabilità degli impieghi, sull’ adeguatezza patrimoniale, sul confronto periodico con il management e sullo studio costante della performance operativa della banca.

Tutti ottimi motivi per rivolgerti ad un gruppo serio e leader del settore come Azimut per la gestione dei tuoi risparmi.

Non esitare a contattarmi, dunque: insieme troveremo le migliori risposte ai tuoi dubbi e le migliori soluzioni alle tue esigenze.

 

Fonte: Azimut Ufficio Studi

Disclaimer

Attualità: economia, mercati, prospettive

Con una politica fiscale a mezzo servizio, il compito di tenere in piedi la crescita economica spetta alle Banche Centrali. Dopo gli ultimi dati macro in Europa è adesso più probabile un taglio dei tassi da parte della BCE. A metà dicembre probabilmente la Fed chiarirà ulteriormente la misura dei suoi interventi. Inoltre in Giappone la BoJ è sottoposta a pressioni crescenti del governo affinché adotti un target d’inflazione più ambizioso e in Inghilterra la BoE ha deciso di trasferire al governo i proventi derivanti dalle cedole dei titoli comprati durante l’ultima operazione di easing quantitativo. L’attenzione è catalizzata dal precipizio fiscale americano, cioè la scadenza di fine anno entro la quale repubblicani e democratici dovranno trovare un accordo per il rinnovo almeno parziale delle agevolazioni fiscali in corso.

Le trimestrali sugli utili aziendali in Usa stanno confermando le attese di una riduzione degli utili. La riduzione delle previsioni di crescita economica mette a rischio anche le proiezioni sugli utili aziendali per il 2013. Le sorprese arrivano non tanto dagli utili, visto che le aziende che hanno superato le attese sono in linea con le medie di lungo periodo, quanto dall’andamento del fatturato dove soltanto il 37% delle imprese ha superato le aspettative; alcuni analisti hanno imputato parte del calo del fatturato anche all’aumento del tasso di cambio effettivo reale del dollaro.

Nel breve termine segnaliamo che la recente discesa delle quotazioni azionarie ha interrotto il trend rialzista di medio termine sulla borsa americana; nelle prossime settimane sarà importante verificare se verrà o meno recuperata la media mobile a 200 giorni per verificare la forza del trend in atto. In Europa la situazione tecnica delle borse appare migliore anche se è evidente anche in questo caso una perdita di momentum dovuto alla mancanza di chiarezza sulla richiesta di aiuti della Spagna e alla definizione del nuovo pacchetto per la Grecia.

Il ribasso dei rendimenti sui Titoli di Stato tedeschi su livelli negativi sulle scadenze fino a 3 anni dimostra che gli investitori pensano che la crisi europea non sia ancora finita. Di conseguenza il programma di acquisti della BCE di Titoli di Stato italiani e spagnoli con scadenze tra 1 e 3 anni dovrebbe ancora continuare. Questi acquisti hanno fatto aumentare la pendenza della curva dei rendimenti italiana creando delle opportunità per chi abbia il tempo e la propensione al rischio adeguata per tenere in portafoglio duration intermedie che potrebbero ottenere dei capital gain.

Ad aumentare l’incertezza sui mercati ha contribuito la crisi militare tra Palestina e Israele che sta avendo un’evoluzione non prevista con una rapida escalation che ha portato all’inedito lancio di razzi nelle vicinanze di Gerusalemme.

Commento flash per le principali asset class (categorie di investimento):

Azioni Mondiali: utili aziendali in riduzione e calo del fatturato mettono a rischio le proiezioni per il 2013. La situazione tecnica è in indebolimento soprattutto sulla borsa americana.

Valute: l’Euro si indebolisce per la forza del dollaro come bene rifugio di fronte alla debolezza dell’economia europea e all’escalation della situazione di conflitto in Israele.

Obbligazioni e Crediti: Aumento e graduale rediscesa degli spread di rendimento dei paesi periferici europei e sulle obbligazioni corporate. I tassi a breve negativi sui Titoli di Stato tedeschi segnalano che la BCE dovrebbe continuare a comprare “periferia”.

Materie Prime: gli operatori internazionali hanno diminuito ancora le posizioni lunghe sul petrolio e hanno esposizione negativa sugli investimenti in rame.

VUOI TRADURRE QUESTE INFORMAZIONI IN AZIONI ?

VUOI TUTELARTI DALLE INCERTEZZE E COGLIERE LE OPPORTUNITA’ CHE I MERCATI PRESENTANO IN QUESTO CONTESTO?

Non rimandare ancora, CONTATTAMI!

 

Fonte: Azimut Ufficio Studi

(disclaimer)

Mercati: estate tranquilla…e l’autunno?

L’estate sta finendo e un anno se ne va…il mese di agosto è passato, rivelandosi più tranquillo di come si immaginava, almeno sui mercati finanziari. Di sicuro più tranquillo dell’agosto 2011, quando scoppiò rapidamente la tensione sui titoli di Stato europei ed italiani in particolare.

Tra gli analisti c’è chi azzarda l’ipotesi che anche il percorso da qui a fine anno potrebbe essere sì vivace, ma meno agitato di come a volte continuaiamo ad immaginare. Lo scrive, tra gli altri, anche Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners, il quale però avverte subito gli investitori che sulla strada da settembre a gennaio 2012 vi sono posizionate sette “mine” di vario tipo, in grado di scatenare reazioni di delusione sui mercati. Eccole in sintesi:

1. Un ritardo nel Qe3 in America (il terzo giro di “quantitative easing” = alleggerimento quantitativo, ossia una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte della banca centrale). Se la Fed non lo annuncerà il 6 settembre ci sarà quindi una mezza delusione.

2. La decisione della Corte costituzionale tedesca il 12 settembre: il mercato dà praticamente per scontata una decisione favorevole. Se così non sarà, la delusione sarà forte, mentre se la Corte ribadisse una forte opposizione all’assunzione di impegni illimitati da parte dell’Esm, la reazione dei mercati sarebbe modesta.

3. La Grecia. La Germania potrebbe sacrificare Atene sull’altare del rigore per coprire, agli occhi degli elettori tedeschi, il salvataggio di Spagna e Italia, anche se il mercato non dà grandi probabilità a questo esito infausto e noi nemmeno.

4. Il piano per salvare Italia e Spagna. Per ora sta funzionando a “energia verbale” ma Draghi cercherà in tutti i modi di mettere sul tavolo i soldi per l’intervento: ci saranno una miriade di dettagli (e quindi di trappole minate) da definire.

5. La crescita. Per adesso si vive della rendita derivante dalle basse aspettative dei mesi scorsi. Tuttavia, le aspettative aumentano e con loro cresce il potenziale per una delusione.

6. Attacco all’Iran. Un eventuale attacco sarebbe accompagnato da un imponente rilascio di riserve strategiche di petrolio in tutto il mondo, ma il potenziale per la volatilità rimane elevato.

7. Fiscal cliff, ovvero il “precipizio fiscale” negli Stati Uniti provocato dalla scadenza degli sgravi promossi durante l’era Bush. Può succedere di tutto, da un accordo in 24 ore a un braccio di ferro prolungato e molto teatrale. In gioco, “c’è niente meno che una recessione americana (e quindi globale) nel 2013, questa è una mina molto grossa”.

Se questo è lo scenario, sarà dunque ancor più fondamentale tenere monitorati i propri investimenti con il supporto di un Professionista e compiere le scelte corrette e gli aggiustamenti opportuni per affrontare serenamente ognuna di queste “mine” che potrebbero scoppiare di qui alla fine dell’anno.

Quale miglior momento di questo per farsi aiutare da un punto di vista professionale, competente e oggettivo nella valutazione del proprio portafoglio e rendere più efficiente la gestione dei propri risparmi?

Così come già sottolineato, è possibile, e per qualcuno assai probabile, che questi ostacoli possano essere affrontati nel modo giusto e superati di slancio dalle autorità internazionali influenzando positivamente l’andamento dei mercati e aumentando le nostre opportunità di guadagno! E’ importante farsi trovare pronti per non perdere nessun treno…

Nella speranza che quest’ultima ipotesi si realizzi, colgo l’occasione per augurare a tutti voi una buona ripresa di lavoro!

Il senno di poi non sbaglia mai

Frasi del tipo “Lo sapevano tutti che il mercato sarebbe crollato” oppure “Come hanno fatto a non prevedere una cosa tanto ovvia” o ancora “Non ci voleva un master per capire che i mercati sarebbero scesi, io l’ho sempre saputo” sono compagni di pensiero tipici del mondo degli investimenti finanziari.

La tendenza a sopravvalutare le proprie capacità personali è tipica della natura umana che cerca inoltre a posteriori una serie di conferme ad un pensiero che, nella maggior parte dei casi, si forma dopo e non prima. L’opinione creata a posteriori risulta ovviamente giusta perché si basa su informazioni corrette (per definizione) e su fenomeni già accaduti. E’ utile rivedersi qualche replica di trasmissione televisiva oppure leggere qualche vecchio giornale per vedere come le opinioni della collettività mutino rapidamente.

Molto spesso, tra l’altro, la convinzione è così radicata che la nostra mente non riesce a distinguere quanto è l’influenza del “già accaduto” o quanto invece siano realmente previsioni corrette con il “senno di prima”. Naturalmente il secondo fenomeno è molto più raro e spesso, anche in questo caso, trova nella statistica la sua giustificazione.

Quando siamo in presenza di una moltitudine di voci ce ne sarà sempre una (o più) fuori dal coro che per definizione ci azzecca. Bisogna vedere però quante volte questo fenomeno si ripete nel tempo. Non stupirà sapere che questo non capita quasi mai.

Siamo quindi vittima di un eccesso di sicurezza. Questo fenomeno è tipico di molte professioni e ovviamente anche il campo delle scelte di investimento non ne è esente. Un esempio classico è quello relativo alle capacità di guida dell’automobile dove tutti pensano di saper guidare meglio della media quando questo è per definizione impossibile.

L’eccessiva sicurezza di sé fa si che molti risparmiatori pensino di poter capire il mercato e di prevederne le oscillazioni anche nel breve termine e che, qualora si sbagli, questo sia imputabile a cause esterne oppure all’aver dato retta a qualcun altro.

Un noto economista, Shiller, dopo il crollo del 19 ottobre 1987, chiese a molti investitori qual’era stato il loro comportamento durante il tracollo. I risultati del test rendono bene l’idea di quanto sia forte questo fenomeno. Il 29% rispose che il giorno del crollo pensava di sapere esattamente a quale livello il mercato sarebbe rimbalzato e ben il 48% tra coloro che avevano acquistato azioni in quel giorno si riteneva in grado di capire quando il mercato avrebbe svoltato.

In generale, quindi, quanto più è elevata la sicurezza di sé tanto più è facile perdere denaro perché si analizza il mercato con il senno di poi dando quasi sempre la colpa al contesto e agli altri.

Quando si prende una decisione l’eccesso di sicurezza porta a non servirsi di tutte le informazioni disponibili ma piuttosto a fare affidamento su convinzioni personali o su pochi parametri.

Si tende pertanto ad investire sui titoli monitorati perdendo opportunità. Si finisce così per pagare troppo alcuni investimenti e non si fa una vera diversificazione del portafoglio indispensabile oggi per affrontare i rischi impliciti ed espliciti dei mercati e cercare di ottenere rendimenti interessanti con il giusto livello di rischio.

Anche (e, in alcuni momenti, soprattutto) questi aspetti fanno parte della mia professione di consulente finanziario: saper gestire al meglio le emozioni dei miei clienti, oltre alle mie, risulta fondamentale per riuscire a cogliere le migliori opportunità ed evitare di commettere errori.

Fonte: Io non ci casco più! News

Una soluzione…efficiente!

Oggi voglio parlare di uno strumento finanziario che per caratteristiche, tutele e struttura ritengo in assoluto il più efficiente per gestire i propri risparmi ed investimenti, specialmente in una situazione “particolare” come quella che stiamo attraversando: il fondo comune di investimento.

Partiamo dalla definizione: i fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, OICR) che raccolgono il denaro dei risparmiatori che affidano la gestione dei propri risparmi ad una società di gestione del risparmio (SGR) con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo. Il Decreto Legislativo n. 58/98 definisce il fondo comune di investimento come “il patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti gestito in monte”.

Raccolto il denaro presso i sottoscrittori i fondi comuni investono in valori mobiliari che costituiscono il patrimonio indiviso del fondo, di cui ogni risparmiatore detiene un certo numero di quote. Esistono varie tipologie di fondi comuni, i più noti sono i fondi monetari, gli obbligazionari, i bilanciati e gli azionari. Indipendentemente dalla tipologia di fondo, tutti i partecipanti hanno gli stessi diritti.

Perchè investire in un fondo comune di investimento è una soluzione efficiente?

I vantaggi sono molteplici, oggi mi soffermerò sui principali. A differenza di molti altri strumenti collocati a piene mani da banche, Poste e altri intermediari, i fondi comuni di investimento sono:

– TUTELANTI (separazione patrimoniale): la Legge sui fondi comuni d’investimento del marzo 1983 sancisce quanto segue: “Ciascun fondo comune costituisce patrimonio autonomo, distinto a tutti gli effetti dal patrimonio della societa’ di gestione e da quello dei partecipanti, nonche’ da ogni altro fondo gestito dalla medesima societa’ di gestione.” In pratica, investendo in un fondo non ci si espone al rischio emittente o di controparte della società che lo gestisce. Al contrario, se acquisto una singola azione o obbligazione della società XYZ sono legato (a diversi livelli) alla solvibilità della società XYZ. Inoltre, l’articolo 22 del Testo Unico della Finanza specifica che “… Su tale patrimonio non sono ammesse azioni dei creditori dell’intermediario o nell’interesse degli stessi, né quelle dei creditori dell’eventuale depositario o sub-depositario o nell’interesse degli stessi. …”. Dal punto di vista legale vi è, in conclusione, la massima tutela del capitale conferito;

– TRASPARENTI: il loro valore è controllabile quotidianamente e la normativa di controllo sull’operato dei fondi è assolutamente stringente. Le strategie di investimento sono note a priori tramite il Prospetto. I portafogli reali dei fondi devono corrispondere alle linee guida indicate nei documenti ufficiali e le società che collaborano con il Gruppo Azimut forniscono in totale trasparenza tutti i titoli in portafoglio. Un soggetto terzo rispetto alla società di gestione e all’investitore (la Banca depositaria) detiene fisicamente gli assets del fondo e verifica la coerenza del portafoglio rispetto alle indicazioni del prospetto;

– PRIVI DI RISCHIO EMITTENTE: investono in un numero elevatissimo di emittenti governativi e societari (a seconda della tipologia)pertanto non sono legati alla solvibilità di un un’unica controparte;

– AMPIAMENTE DIVERSIFICATI: oltre ad investire in molti emittenti investono in diversi mercati, asset class, valute, aree geografiche…;

– DINAMICI: le scelte sono delegate ad un team di gestione professionale che segue in tempo reale l’evoluzione dei mercati e agisce di conseguenza in maniera attiva per ottimizzare i risultati;

– SEMPRE LIQUIDABILI: proprio grazie alla quotazione giornaliera, il sottoscrittore può in qualsiasi momento conoscere il valore del proprio investimento e chiedere la liquidazione (in 5 giorni lavorativi sono sul conto corrente), salvo casi eccezionali espressamente disciplinati.

Dopo aver preso atto di questi vantaggi, diventa fondamentale selezionare tra l’infinita gamma di fondi che ogni Società di gestione mette a disposizione di noi Professionisti, le soluzioni più valide in termini di qualità gestionale, performance storiche, volatilità, rapporto qualità/prezzo, stile di gestione, reazioni nelle fasi di stress del mercato (sia positive che negative) e tanti altri fattori.

Ma più di ogni altra cosa è indispensabile utilizzare ed inserire, con il giusto peso nel proprio portafoglio e con l’aiuto di un buon Consulente, le soluzioni più adatte ai nostri obiettivi ed alle nostre esigenze.

Non esiste una soluzione valida “erga omnes”.

Diffida dunque dei “prodotti del giorno” e tocca con mano i benefici di una consulenza personalizzata e di un progetto di pianificazione finanziaria tagliato su misura per te!