Mercati: estate tranquilla…e l’autunno?

L’estate sta finendo e un anno se ne va…il mese di agosto è passato, rivelandosi più tranquillo di come si immaginava, almeno sui mercati finanziari. Di sicuro più tranquillo dell’agosto 2011, quando scoppiò rapidamente la tensione sui titoli di Stato europei ed italiani in particolare.

Tra gli analisti c’è chi azzarda l’ipotesi che anche il percorso da qui a fine anno potrebbe essere sì vivace, ma meno agitato di come a volte continuaiamo ad immaginare. Lo scrive, tra gli altri, anche Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners, il quale però avverte subito gli investitori che sulla strada da settembre a gennaio 2012 vi sono posizionate sette “mine” di vario tipo, in grado di scatenare reazioni di delusione sui mercati. Eccole in sintesi:

1. Un ritardo nel Qe3 in America (il terzo giro di “quantitative easing” = alleggerimento quantitativo, ossia una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte della banca centrale). Se la Fed non lo annuncerà il 6 settembre ci sarà quindi una mezza delusione.

2. La decisione della Corte costituzionale tedesca il 12 settembre: il mercato dà praticamente per scontata una decisione favorevole. Se così non sarà, la delusione sarà forte, mentre se la Corte ribadisse una forte opposizione all’assunzione di impegni illimitati da parte dell’Esm, la reazione dei mercati sarebbe modesta.

3. La Grecia. La Germania potrebbe sacrificare Atene sull’altare del rigore per coprire, agli occhi degli elettori tedeschi, il salvataggio di Spagna e Italia, anche se il mercato non dà grandi probabilità a questo esito infausto e noi nemmeno.

4. Il piano per salvare Italia e Spagna. Per ora sta funzionando a “energia verbale” ma Draghi cercherà in tutti i modi di mettere sul tavolo i soldi per l’intervento: ci saranno una miriade di dettagli (e quindi di trappole minate) da definire.

5. La crescita. Per adesso si vive della rendita derivante dalle basse aspettative dei mesi scorsi. Tuttavia, le aspettative aumentano e con loro cresce il potenziale per una delusione.

6. Attacco all’Iran. Un eventuale attacco sarebbe accompagnato da un imponente rilascio di riserve strategiche di petrolio in tutto il mondo, ma il potenziale per la volatilità rimane elevato.

7. Fiscal cliff, ovvero il “precipizio fiscale” negli Stati Uniti provocato dalla scadenza degli sgravi promossi durante l’era Bush. Può succedere di tutto, da un accordo in 24 ore a un braccio di ferro prolungato e molto teatrale. In gioco, “c’è niente meno che una recessione americana (e quindi globale) nel 2013, questa è una mina molto grossa”.

Se questo è lo scenario, sarà dunque ancor più fondamentale tenere monitorati i propri investimenti con il supporto di un Professionista e compiere le scelte corrette e gli aggiustamenti opportuni per affrontare serenamente ognuna di queste “mine” che potrebbero scoppiare di qui alla fine dell’anno.

Quale miglior momento di questo per farsi aiutare da un punto di vista professionale, competente e oggettivo nella valutazione del proprio portafoglio e rendere più efficiente la gestione dei propri risparmi?

Così come già sottolineato, è possibile, e per qualcuno assai probabile, che questi ostacoli possano essere affrontati nel modo giusto e superati di slancio dalle autorità internazionali influenzando positivamente l’andamento dei mercati e aumentando le nostre opportunità di guadagno! E’ importante farsi trovare pronti per non perdere nessun treno…

Nella speranza che quest’ultima ipotesi si realizzi, colgo l’occasione per augurare a tutti voi una buona ripresa di lavoro!

Proteggere i risparmi oggi

Lunedì mattina, ore 13. Spread a 520. Borsa italiana -4%. “Odio i lunedì”, cantava Vasco. E non aveva mica tutti i torti…

L’ora della verità questa volta sembra essere davvero arrivata. In molti avevano preannunciato un’estate rovente e proprio mentre il ciclone Circe sta abbassando le temperature sulla nostra penisola, il violento riproporsi dello spettro della disgregazione dell’area euro ha fatto impennare improvvisamente le temperature sui mercati finanziari.

Il FMI pare intenzionato a bloccare gli aiuti al governo di Atene ed è chiaro che se così fosse la Grecia sarebbe in pratica tagliata fuori dall’unione monetaria, con tutte le conseguenze del caso (vedi il mio post del 5 giugno “Pericolo Euro. Come salvaguardare i nostri soldi”). La Spagna, nonostante abbia ottenuto gli aiuti dall’Europa per il salvataggio del sistema bancario, si trova in una situazione di grande difficoltà con forti tensioni sociali e spread sopra i 630 punti, ai massimi storici. E poi ci siamo noi, con tutte le nostre contraddizioni: tessuto economico-imprenditoriale-sociale completamente diverso rispetto agli altri paesi in difficoltà ma costantemente al centro degli attacchi finanziari a causa dell’elevato debito pubblico e dei mille problemi che ci trasciniamo da decenni.

Cosa è bene fare per proteggere i nostri risparmi oggi?

Quando qualcuno mi chiede un consiglio, che sia un amico, un parente o un cliente, mi rivolge spesso questa domanda: “Tu cosa faresti al mio posto?” Oppure: “Visto che siamo nella stessa situazione, cosa stai facendo tu per risolvere questo problema?”

Quindi cercherò, in maniera molto sintetica, di condividere un caso concreto.

Ho incontrato un potenziale cliente: lavoratore italiano, guadagna e spende in euro, ha accumulato nel corso degli anni di lavoro un risparmio cui tiene molto, è spaventato per la situazione attuale, si rende conto di dover prendere delle decisioni ma ha paura di cambiare perchè molti investimenti sono in perdita, vuole proteggere i suoi risparmi da un’eventuale disgregazione dell’area euro e garantirsi un futuro sereno (ha anche obiettivi più precisi e personali ma naturalmente non è questa la sede opportuna per occuparsene). Ha sempre lasciato i suoi risparmi nella propria banca, ha un conto corrente, un conto di deposito, titoli di stato italiani, obbligazioni della banca e qualche titolo azionario italiano.

Sono volutamente vago e quindi non mi interessa scendere nel dettaglio sulle caratteristiche e le percentuali delle singole categorie di investimento, è un lavoro che ho svolto in maniera precisa personalmente con questa persona. Ciò che vorrei mettere in evidenza qui è un esempio, purtroppo frequentissimo nella mia esperienza, di concentrazione di tutte le risorse (patrimoniali e reddituali) su un singolo paese, l’Italia, e una singola valuta, l’euro. Oggi non ci possiamo più permettere una concentrazione così elevata.

Cosa ho fatto io, consulente finanziario, per proteggere i risparmi di questa persona?

1L’ho ascoltato, facendo emergere i suoi bisogni, le sue paure, le sue aspirazioni

2– Ho fatto un’attenta analisi di portafoglio, mettendo in luce alcuni punti forti, le evidenti aree di miglioramento, il disallineamento parziale delle scelte di investimento con gli obiettivi, i rischi potenziali, le oscillazioni che il portafoglio potrà subire a seconda degli scenari che si presenteranno

3– Dopo aver chiarito gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, ho condiviso con lui un progetto di investimento chiaro, semplice che tocca tutti i punti individuati insieme e aumenta al massimo la probabilità di raggiungere i suoi obiettivi personali, familiari, professionali

4– Ho suggerito di mantenere alcune corrette scelte di investimento, perfettamente in linea con le esigenze che mi ha palesato, e allo stesso tempo di apportare alcune urgenti e necessarie modifiche:

  • DIMINUIRE IL RISCHIO PAESE, diversificando parte degli investimenti su altre aree geografiche, in tutto il mondo
  • ELIMINARE GRADUALMENTE IL RISCHIO EMITTENTE, prediligendo efficienti e più tutelanti soluzioni di risparmio gestito rispetto alle singole emissioni, troppo rischiose e senza premio per il rischio (vedi l’articolo “Come cogliere le opportunità”)
  • DIMINUIRE IL RISCHIO VALUTA, inserendo soluzioni che permettono di investire in oltre 20 valute internazionali per limitare gli effetti di una svalutazione dell’euro in caso di sviluppi negativi o anche parzialmente negativi (vedi l’articolo “Un’assicurazione sul futuro dei nostri risparmi”)

5– Oggi che è mio cliente sto continuando ad assisterlo giorno dopo giorno, affiancandolo in ogni cambiamento della situazione personale e del contesto economico-finanziario in continua evoluzione

Con alcune semplici (ma non banali) mosse ho messo in sicurezza i suoi risparmi accumulati in passato, proteggendoli da un presente incerto e difficile, e aumentando in maniera esponenziale le possibilità di raggiungere i suoi traguardi futuri.

E’ chiaro che questo esempio non vale per tutti, ognuno ha la propria situazione e i propri progetti, ma è emblematico del sempre più frequente immobilismo nel prendere decisioni semplici e fondamentali, procrastinando continuamente in avanti le scelte. Serve la consapevolezza che questo comportamento potrebbe rivelarsi deleterio e mettere a repentaglio le fatiche di una vita.

Vale la pena quindi di dedicare un pò di tempo a riflettere sui rischi e sulle opportunità di questa situazione.

Non rimandare a domani quello che DEVI fare oggi, perchè domani potrebbe essere già scaduto il tempo!

Contattami.

Grazie Mario

Una nottata intensa quella appena trascorsa, che ha reso l’Italia protagonista grazie al fattore Mario.

La prima sfida sul campo calcistico di Varsavia ha messo in luce tutto il nostro talento e un ritrovato spirito di squadra che ci hanno permesso di raggiungere la finale di Euro 2012. Una splendida doppietta di Mario Balotelli ha annullato le speranze tedesche di rompere la tradizione per loro negativa, quella di non aver mai battuto l’Italia in una partita delle fasi finali di un torneo. La storia si è ripetuta anche questa volta.

A Bruxelles, sul ben più importante campo politico-economico, è stato Mario Monti a mettere a segno un punto decisivo per il futuro dell’Europa.

Il summit dell’Eurozona, convocato ieri sera immediatamente la prima giornata del Consiglio europeo, ha prodotto alle 4.20 del mattino un accordo che accoglie in gran parte le richieste italiane e spagnole (appoggiate dal presidente francese François Hollande) e riesce ad andare oltre i tradizionali ‘nein’ di Berlino.

Dopo un lungo negoziato notturno il premier italiano ha ottenuto qualcosa di simile al meccanismo anti-spread da lui chiesto insistentemente da settimane, che era stato finora ignorato dai partners e persino irriso dalla Commissione europea.

L’accordo prevede che i Paesi ‘virtuosi’ sotto la pressione di spread considerati ‘eccessivi’ possano usufruire dell’acquisto di una parte dei loro titoli di Stato da parte dei fondi di salvataggio dell’Eurozona (ovvero l’Efsf e il suo successore, l’Esm), senza per questo doversi sottoporre nè a condizioni aggiuntive rispetto agli impegni già presi con la Commissione e l’Eurogruppo nè ad un ‘commissariamento’ da parte della troika.

In sostanza, il Paese interessato dovrà comunque fare una richiesta formale di attivazione dell’intervento del Fondo di salvataggio, e sottoscrivere un ‘Protocollo d’intesa’ con la Commissione europea. Monti avrebbe preferito che l’attivazione dell’intervento fosse automatica nel momento in cui gli spread superassero una determinata soglia, in ogni caso si tratta di un passo in avanti notevole rispetto alle posizioni iniziali contrarie dei Paesi nordici guidati dalla Germania.

Per molti versi l’esito del vertice di questa notte, che proseguirà nella giornata di oggi a Bruxelles, può al momento considerarsi migliore delle attese della vigilia, e l’andamento dei mercati e degli spread di questa mattina ne è la testimonianza. Tuttavia le misure potrebbero avere un effetto solo temporaneo: la Grecia continua a preoccupare e il meccanismo finanziario a protezione della zona euro ha una dotazione sempre limitata che sarà probabilmente testata nuovamente dagli operatori di mercato.

Per la gestione dei propri risparmi e dei propri investimenti attenzione dunque a convincersi troppo che il peggio sia passato. L’estate è iniziata con buoni auspici ma si preannuncia comunque rovente. Mai come in questo momento è fondamentale avvalersi dei consigli di un bravo consulente per diversificare il proprio patrimonio nella maniera corretta e uscire vincitori da questa situazione.

Per il momento, grazie Mario, W l’Italia e W l’Europa!

Pericolo Euro: come salvaguardare i nostri soldi

Oggi ci tengo ad occuparmi o meglio preoccuparmi (cioè occuparmene prima, prima che le cose possano accadere) della situazione economico-finanziaria dell’area Euro in generale e della Grecia in particolare, valutando alcuni riflessi potenziali sul nostro Paese e quindi sui nostri investimenti e sui nostri soldi.

Ci stiamo velocemente avvicinando al momento in cui in Grecia dovranno scegliere cosa fare, le elezioni si terranno il 17 Giugno prossimo e sembra che senza ulteriori interventi europei la Grecia non avrà i soldi necessari per svolgere le sue funzioni pubbliche a partire dal mese di luglio.

Cosa possiamo fare per salvaguardare i nostri soldi?

Lo scenario negativo ipotizzato riguarda un’uscita della Grecia dall’Euro con un ritorno alla moneta nazionale, la dracma, il che implicherebbe per i greci un forte impoverimento, la svalutazione della moneta, una superinflazione, difficoltà di finanziamento e una forte difficoltà a ripagare i debiti, una corsa alle banche per il ritiro della liquidità e la chiusura o fallimento del sistema bancario greco (come e’ avvenuto ad esempio in Islanda) e, last but not least, tensioni sociali. Questo purtroppo potrebbe acuire la speculazione sugli altri Paesi (soprattutto i cosiddetti “periferici”) dell’area creando un effetto domino di difficile valutazione nel suo complesso. Probabilmente per l’Italia si aprirebbe uno scenario di grande difficoltà , anche solo per la comunanza di zona geografica ed economica (vi ricordate dei PIIGS?), che porterebbe ad un’ulteriore recrudescenza della crisi in atto.

Secondo l’agenzia statunitense Fitch l’estromissione della Grecia dall’area Euro sarebbe molto grave, non solo dal punto di vista politico ma anche dal punto di vista economico, in particolar modo per i gruppi assicurativi italiani (gestioni separate) e per i gruppi bancari. Le assicurazioni della Penisola potrebbero pertanto essere esposte più di altre all’eventuale abbandono (o cacciata?) di Atene dalla zona Euro, come principale conseguenza del contagio che si avrebbe sul debito sovrano italiano e quindi sul debito bancario. I problemi di liquidità e solvibilità (cioè l’impossibilità dei risparmiatori di rientrare in possesso del proprio patrimonio temporaneamente o in modo definitivo) secondo Fitch potrebbero derivare in futuro non tanto dalla solidità patrimoniale del gruppo assicurativo, ma dal contesto macroeconomico e dai suoi impatti sul debito governativo e bancario del Belpaese e dell’area periferica europea. E lo scenario sarebbe di poco diverso se l’uscita della Grecia venisse invece accompagnato da un’efficace risposta politica e avvenisse in maniera guidata e ordinata, come credo sia più possibile accada.

Dal punto di vista degli investimenti quindi, in uno scenario in cui i mercati potrebbero ulteriormente scivolare, l’area Euro accusare un’ancor più forte recessione, esserci un rischio valutario (disgregazione dell’Euro) e un rischio inflazionistico importante per la possibile svalutazione repentina della moneta unica, l’impostazione strategica dovrebbe prevedere un’ ampia diversificazione valutaria e di emittenti. In questo modo avremmo più di un paracadute rappresentato dalla selezione delle controparti che ci devono restituire il nostro capitale a scadenza e dalle valute (direi tutte senza particolari preferenze anche se il dollaro e’ sempre stato percepito nel mondo come bene rifugio) al fine di proteggere il valore dei nostri soldi faticosamente accumulati.

Ovviamente essendo questa un’ ipotesi e non una certezza, un’ evoluzione positiva della “questione Grecia”, cioè un risultato elettorale favorevole alla permanenza nell’Euro pur con gli inevitabili sacrifici per il popolo greco, e ancor più una accelerazione reale dell’unità politica, economica e fiscale dell’Europa con perdita di parte della sovranità dei singoli stati a favore di un entità comunitaria di governo, renderebbe appetibili i titoli di Stato di Paesi come l’Italia (tra i pochi a remunerare l’inflazione) o azioni europee accuratamente selezionate che non escluderei completamente dal panorama degli investimenti, se non altro per approfittarne nel caso lo scenario fosse di questo tipo.

Investire prendendo in considerazione tutti gli scenari possibili, dal più positivo al più negativo, cioè diversificando più possibile in controparti, Paesi, valute, stili di gestione, equivale ad ASSICURARSI UN FUTURO SERENO, SEMPRE.

Del resto se e’ vero che il mercato vince sempre, è anche vero che in un mondo profondamente cambiato nelle certezze e nella mappa dei rischi, FARE CIO’ CHE SI E’ SEMPRE FATTO (e cioè obbligazioni bancarie, titoli di Stato, gestioni separate, conti deposito, libretti postali, pronti contro termine ecc.) NON E’ OGGETTIVAMENTE LA STRADA GIUSTA per ottenere la sicurezza sulla quale si contava in passato.

NON SCEGLIERE, tenendo i propri soldi sul conto corrente o in cassaforte o sotto il materasso, NON PROTEGGE dal rischio di controparte bancaria nel primo caso o dal rischio svalutazione in tutti i casi.

Le soluzioni ci sono, basta volerle esplorare!

Dice il saggio: “Se di un problema c’è la soluzione, perché ti preoccupi? E se invece non c’è soluzione ugualmente perché ti preoccupi?”

Io mi PREOCCUPO (cioè mi occupo prima) di trovare le soluzioni giuste con i miei clienti per tutte le loro esigenze patrimoniali, innanzi tutto con informazioni semplici e trasparenti anche in situazioni complesse, in modo da proteggerli SEMPRE, a prescindere dallo scenario che si presenterà nel prossimo futuro.

Vorrei dimostrartelo, concretamente. Contattami per salvaguardare i tuoi investimenti!