Troppi BTP nei Fondi Pensione

Sotto esame l’asset allocation dei Fondi Previdenziali. Mefop, l’Associazione per lo sviluppo dei fondi pensione, lancia l’allarme: sono troppi i Titoli di Stato presenti nei portafogli previdenziali degli italiani, tutto a scapito di azioni e bond. Secondo l’analisi condotta dall’Associazione, i fondi pensione nazionali investono nel nostro Paese il 31% del loro patrimonio. Di questa percentuale il 90% è orientato verso i Titoli di Stato, mentre solo il 7% in obbligazioni societarie e un risicato 3% in equity.

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Questo fa si che non si rispetti il principio finanziario base della diversificazione, denuncia Mefop, soprattutto considerando il fatto che il patrimonio derivante dai fondi pensione potrebbe invece rappresentare un buon tipo di finanziamento per le nostre imprese ed aziende, che cercano sempre più canali alternativi rispetto a quelli bancari.

E’ per questo che ad esempio si inizia a parlare di aprire i Fondi pensione anche ad investimenti più particolari quali i Mini-Bond, andando in questo modo a fare dei fondi previdenziali un patrimonio utile per aiutare le imprese ad ottenere un nuovo accesso al mercato dei capitali. Dall’altra parte, l’investitore otterrebbe così un’ottima diversificazione del proprio portafoglio nonché dei rischi, aprendosi anche ad altri strumenti che vadano aldilà degli ormai onnipresenti Btp.

Secondo quanto stabilito dal Tesoro nel 2012, i Fondi Previdenziali potranno a breve adottare nuovi investimenti finanziari, non solo insomma riguardanti i titoli quotati sui mercati regolamentari. E allora si inizia a parlare di aprire i Fondi pensione ai Fondi immobiliari,agli Hedge Fund, alla diversificazione in valute e anche ai beni rifugio.

Quel che è giusto sottolineare è che è bene evitare, in un portafoglio previdenziale, che il risparmiatore si esponga troppo all’andamento dell’economia del Paese.

Basti pensare che gli attuali contributi versati per la pensione pubblica sono rivalutati in base all’andamento del Pil, che in questi anni non ha certo brillato.

I Titoli di Stato hanno dimostrato di poter essere rischiosi quanto qualsiasi altro titolo; la diversificazione, soprattutto in un investimento a lungo termine come quello previdenziale, è d’obbligo.

Fonti:
MF – Milano Finanza
http://www.iononcicascopiu.it

Pensioni e dolori

imE’ ormai il quinto anno consecutivo che l’Inps è chiamato a relazionare, davanti al Parlamento, i risultati della propria attività fornendo dati ben precisi su pensioni e italiani.

Ciò che emerge chiaramente dal rapporto che analizza il 2012 è semplice ma lampante: le pensioni degli italiani sono troppo basse.

Lo scorso anno, il 45,2% del totale dei pensionati (7,2 milioni) percepiva un reddito inferiore ai 1000 euro, mentre circa 2,2 milioni di cittadini percepisce addirittura cifre sotto i 500 euro. Solo il 25% dei pensionati (3,9 milioni) ha un reddito tra i 1.000 e i 1.500 euro mentre il 14,6% tra i 1.500 e i 2.000. Possono beneficiare di cifre sopra i 3000 euro solo 654.000 pensionati ovvero il 4,1%.

Inoltre, secondo il Rapporto Annuale, tra il 2009 e il 2012 lo Stato ha erogato tramite l’Inps 80 miliardi di sussidi per cassa integrazione e disoccupazione distribuiti a circa 3 milioni di lavoratori in media all’anno.

Affrontato durante la relazione anche il tema dell’educazione previdenziale. Gli italiani si dimostrano da sempre poco sensibili sul concetto di previdenza complementare che sembra, nonostante l’importanza, non essere preso particolarmente in considerazione.

Secondo esperti del settore, il motivo potrebbe essere addirittura di natura emotiva.

Il Mefop, che è la società costituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione, ha evidenziato come la posizione degli italiani nei confronti della scelta pensionistica sia influenzata negativamente dalla distanza temporale che intercorre tra la scelta effettuata e il momento della “riscossione”. Detto più semplicemente, il risparmiatore italiano non riesce a vedere al futuro, ed è per questo che il Mefop promuove per tutti i lavoratori il calcolo, già da ora, dell’assegno pensionistico al fine di visualizzare al meglio la propria situazione.

Anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, ha sottolineato l’importanza dell’educazione previdenziale; ha infatti affermato come serva “un programma volto a spiegare le nuove forme del sistema, al fine di rendere tutti più consapevoli delle regole della previdenza, della necessità e obbligatorietà del risparmio e dei calcoli che trasformano questo risparmio in rendita pensionistica […] l’informazione corretta e consapevole deve prevalere sul sensazionalismo, la conoscenza deve sostituire l’ignoranza”.

E voi, quanto siete consapevoli della vostra situazione previdenziale?

 

Fonte: www.iononcicascopiu.it