Fondo Tutela Depositi: la cassa è vuota!

HANDIl decreto recente per gli indennizzi delle 4 banche salvate lo scorso novembre “attinge alle disponibilità del fondo interbancario di tutela dei depositi”, che anche per questo ora ha le casse vuote.

Lo ha detto Salvatore Maccarone, il presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), il fondo che dovrebbe garantire conti correnti e depositi sotto i 100.000 euro in caso di default bancario.

Notizia bomba! O no?

In realtà non molto, la fittizia garanzia del FITD è nota da diverso tempo e ne avevo scritto anche su questo blog già nel 2013: https://daniloperini.com/?s=falsa+garanzia+depositi

Ma la cosa non sembra essere ancora così nota alla gran parte dei risparmiatori, vista l’opinione diffusa della sicurezza dei depositi sotto i 100.000 euro… “Ma dai, non fare terrorismo, me l’hanno detto in banca! Posso stare tranquillo, sul conto i miei soldi sono al sono sicuro!”

E’ proprio quando qualcuno ti propone qualcosa con il capitale garantito che devi cominciare a porti qualche dubbio…perché se qualcuno ti garantisce qualcosa significa che la sopravvivenza del tuo denaro è legata alla sopravvivenza della controparte alla quale lo hai affidato.

Concentrare MAI, diversificare SEMPRE.

Torniamo alla notizia, uscita oggi sull’agenzia Reuters:

Il Fondo interbancario depositi ha esaurito le proprie risorse, anche per il contributo al rimborso degli obbligazionisti delle quattro banche salvate. Lo ha detto il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, Salvatore Maccarone. Il recente decreto per gli indennizzi “attinge alle disponibilità del fondo interbancario dei depositi” ha spiegato Maccarone.I l riferimento è al decreto che venerdì ha stabilito un meccanismo di ristoro forfettario per gli obbligazionisti colpiti dalla risoluzione delle quattro banche dello scorso novembre. Il governo ha detto che le risorse sarebbero arrivate dalle banche e che non c’era un limite all’intervento. “Le nostre casse sono vuote e contribuiscono a renderle tali questi provvedimenti di ristoro degli obbligazionisti delle quattro banche”, ha aggiunto. Maccarone ha reiterato le sue critiche all’interpretazione della Commissione europea che ha inibito un intervento del Fondo per le quattro banche che avrebbe evitato la risoluzione. “Sul piano prospettico la situazione non é certamente incoraggiante. Oggi questa interpretazione della Commissione [sull’utilizzo dei fondi di garanzia dei depositi] corre il rischio di diventare norma”. Con il bail-in in vigore, Maccarone ha detto che c’è la prospettiva concreta che la crisi di una banca si risolva con la sua liquidazione. “Non credo che il nostro sistema economico e civile sia pronto .. Nel caso di una banca in liquidazione non verrebbero pagati i depositanti”, ha spiegato. Il fondo sarà alimentato con contribuzioni ex-ante ma non può lavorare, come in passato, per prevenire una crisi bancaria. “Stiamo studiando la possibilità di irrobustire il meccanismo volontario per rendere possibili interventi preventivi”. La ragione, ha spiegato il presidente del Fondo di garanzia, è che “oggi non si può ripetere lo schema delle quattro banche: se la banca è ‘likely to fail’ e non si trova una soluzione rapidamente, la strada è o la risoluzione o la liquidazione coatta. E non voglio pensare a una soluzione che colpisca i depositanti”.

Evidenzio un passaggio del presidente del FITD Maccarone (non di un opinionista da talk show…del presidente del fondo che dovrebbe garantire i depositanti):

NEL CASO DI UNA BANCA IN LIQUIDAZIONE NON VERREBBERO PAGATI I DEPOSITANTI. NON CREDO CHE IL NOSTRO SISTEMA ECONOMICO E CIVILE SIA PRONTO.

Hai voglia a masturbarsi mentalmente con i vari rating, Cet1, Total Capital Ratio e bla bla bla…in banca i tuoi soldi non sono così al sicuro!

SE TI LANCIANO UN SALVAGENTE SGONFIO, ANNEGHI.

C’è anche una buon notizia, però. Altrove, i tuoi soldi, possono essere davvero al sicuro.

Soluzioni di risparmio gestito, intermediario indipendente dal mondo bancario e assicurativo.

Lasciami il tuo indirizzo mail, sarai ricontattato presto.

La (falsa) sicurezza dei depositi bancari

imagesCA7EE32CAmara verità: in caso di dissesto bancario, i fondi di tutela non basterebbero.

In Italia, l’organismo deputato a garantire la tutela dei depositi bancari è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Al FITD, per obbligo di legge, aderiscono tutte le banche residenti in Italia tranne le banche di credito cooperativo che, a loro volta, aderiscono al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo.

L’obiettivo di oggi non è tanto quello di conoscere nel dettaglio le modalità e le forme di garanzia prestate dal Fondo (per saperne di più potete consultare il sito www.fitd.it), quanto sottolineare e ribadire con forza l’assoluta inadeguatezza del fondo, rispetto ai fondi classificati come “Rimborsabili”, cioè rispetto ai volumi dei depositi bancari rimborsabili.

Per comprendere meglio questo delicato tema vi chiedo di osservare la tabella di seguito riportata, tratta dalla Relazione Annuale del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi riferita all’anno 2012, sulla quale sono rappresentati i volumi di fondi rimborsabili suddivisi per livello di rischiosità degli istituti di credito considerati (254), analizzati secondo gli standard previsti dal FITD.

tabella fitd

Cosa possiamo evincere da questi dati?

Secondo questa analisi i fondi rimborsabili della 254 banche ammontano complessivamente a 476 miliardi di euro. Di questi fondi, oltre la metà sono allocati in banche che lo stesso FITD considera con un rischio superiore a quello medio, con il grosso della fetta (197 mld di euro) allocata presso istituti con “Rischio Medio-Alto”, e addirittura oltre 50 miliardi allocati presso istituti con “Rischio Alto” (43 mld) o “Escludibile” (11 mld).

Nella stessa relazione, a pagina 37, leggiamo testualmente: “Con riferimento all’impegno per interventi dell’esercizio 2013, le risorse per interventi, calcolate nella misura dello 0,4% del totale dei fondi rimborsabili al 30 giugno 2012 (476.105.467.627 euro), sono equivalenti a 1.904.421.870,51 euro”

Dunque a conti fatti i fondi disponibili in caso di dissesto bancario, non sarebbero neanche sufficienti per coprire i rimborsi dei depositanti di una banca di piccole dimensioni!!!

A complicare il quadro sopra descritto, è importante ricordare che le sofferenze bancarie hanno superato il 9% del Pil, oltre quota 140 miliardi di euro. Un valore che, al netto degli accantonamenti e delle svalutazioni effettuate, rappresenta più del 20% del capitale e delle riserve complessive del sistema bancario.

Per questi motivi, con un sistema bancario molto fragile (che peraltro rischia di peggiorare con il protrarsi della crisi) ed una situazione economica in fortissimo stress (che può generare ulteriori sofferenze alle banche) appare del tutto ingannevole e fuorviante parlare dell’esistenza di una garanzia assoluta sui depositi inferiori ai 100 mila euro.

Questo per dire che dobbiamo togliere tutto dal conto corrente e mettere i soldi sotto il materasso? Assolutamente no, tutt’altro, ma smettiamola di rifugiarci dietro la (falsa) sicurezza dei depositi bancari e apriamo la mente valutando soluzioni che possano fornirci tutele maggiori nella gestione dei nostri risparmi.

Perché queste soluzioni esistono (eccome!) e io le utilizzo regolarmente nel costruire per i miei clienti una corretta asset allocation all’interno di una corretta pianificazione finanziaria.

Fonte dei dati: www.fitd.it