Azimut: “Ciak, si cambia”

FullSizeRenderConsiglio la lettura di questo articolo pubblicato sul newsmagazine della consulenza finanziaria Advisor.

Pietro Giuliani, Presidente e AD di Azimut, illustra le motivazioni della recente riorganizzazione aziendale, spiega l’evoluzione del nostro processo di internazionalizzazione, approfondisce i presenti e futuri progetti della società e fornisce la sua visione sul settore del risparmio gestito.

Buona lettura!

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Azimut Libera Impresa Tour

top_logoINNOVARE PER CRESCERE, QUESTA E’ LA SFIDA.

Grazie all’indipendenza da gruppi bancari, assicurativi e industriali, il Gruppo Azimut è sempre stato libero di scegliere la strada dell’innovazione, in Italia come all’estero.
Proseguendo questo cammino, Azimut ha ampliato il proprio modello di business con un’iniziativa inedita che ha l’obiettivo di offrire alle aziende soluzioni specifiche per ogni fase del loro ciclo di vita.

La sfida contemporanea per il sistema Italia è creare un percorso alternativo capace di superare le attuali complessità, salvaguardando le imprese solide e, al contempo, investendo nell’innovazione attraverso iniziative che favoriscano lo sviluppo e la crescita di nuove realtà imprenditoriali.

UN SUPPORTO CONCRETO PER IL SISTEMA ITALIA.

Il 29 e 30 gennaio Azimut ha presentato, a Milano Rho-Fiera, la propria piattaforma d’azione privata a sostegno delle imprese e del sistema Italia.
Un evento unico, che ha visto partecipare migliaia di imprenditori da tutt’Italia in una due giorni dedicata al “fare impresa”.
Attraverso l’intervento di importanti economisti, sociologi, giornalisti e soprattutto imprenditori, la piattaforma AZIMUT LIBERA IMPRESA ha individuato, per ogni fase del ciclo di vita di impresa, soluzioni concrete utili a supportare imprenditori e aziende ad alto potenziale.

20 APPUNTAMENTI DA MAGGIO A OTTOBRE, PER TRACCIARE LA VIA DELLA RIPRESA.

AZIMUT LIBERA IMPRESA è pronta a portare la sua nuova prospettiva in tutta Italia per incontrare e sostenere la volontà di tornare a “fare impresa” nel nostro Paese.
L’obiettivo di ogni appuntamento è coinvolgere le realtà locali per creare nuove sinergie d’azione tra aziende, imprenditori e investitori attraverso una giornata di Business Forum dedicato a sviluppare soluzioni efficaci per ogni fase del ciclo di vita di impresa.
Seguiteci mentre attraversiamo l’Italia: condivideremo con voi direzioni e idee alternative per continuare lungo la via dello sviluppo e della crescita.

Il tour è partito da Torino il 13 maggio e proseguirà lungo la penisola fino ad ottobre: su questo link potrete trovare l’elenco di tutte le città, le date, i programmi ed i contenuti relativi agli eventi che si sono già svolti:

Azimut Libera Impresa Tour

 

Azimut Independence Week

logo  Independence WeekInvestimenti e mercati finanziari? Ascolta una voce indipendente.

Un appuntamento unico per chi vuole orientarsi nel mondo degli investimenti.

Dall’1 al 5 luglio, 5 gestori del team di Asset management del Gruppo Azimut saranno protagonisti di una serie di eventi, unici sul panorama finanziario italiano.

Tutti i giorni alle ore 13 e alle ore 19, tramite i suoi gestori, Azimut fornirà la propria visione sull’attuale contesto economico ed una panoramica delle più brillanti soluzioni finanziarie.

Un’occasione davvero unica per dare un volto a chi vive ed interpreta ogni giorno i mercati finanziari di tutto il mondo.

Per assistere agli interventi di Azimut Independence Week è sufficiente andare su

http://www.azimut.it oppure http://independenceweek.azimut.it e scegliere come partecipare:

– da uno degli uffici del Gruppo Azimut
– da dove vuoi tu in completa autonomia seguendo gli eventi in streaming tramite PC, Tablet e Mobile

Nel nostro ufficio Apogeo Consulting di via dell’Indipendenza 74 a Bologna abbiamo organizzato numerosi eventi nel corso della settimana che saranno seguiti da un piacevole cocktail sul nostro terrazzo!
Per partecipare contattami direttamente o chiama in ufficio allo 051 552534.

Il primo investimento è conoscere.

Invito alla Prova Cat Bond

Immagine1L’innovazione è da anni un tratto distintivo del Gruppo Azimut: prodotti unici sul mercato, visione internazionale, iniziative esclusive. E proprio l’innovazione è al centro dell’iniziativa Invito alla Prova della quale oggi vi voglio parlare.

DI COSA SI TRATTA

Si tratta di un’iniziativa di marketing che permette ad un potenziale cliente di testare il fondo di investimento obbligazionario AZ Fund 1 – Cat Bond Fund e, solo in un secondo momento e se lo desidera (non vi è nessun obbligo), di convertire l’investimento.

COME FUNZIONA

  • Fase di Adesione (01/05/2013 – 30/06/2013): il potenziale cliente diviene titolare “virtuale” di un certo numero di quote del comparto per il corrispondente importo assegnato (25.000 euro o 5.000 euro), valorizzate alla data del 01/07/2013.
  • Fase di Conversione (01/07/2013 – 31/01/2014): il cliente può convertire in qualunque momento le quote da virtuali a reali, guadagnando il rendimento del comparto, al netto degli oneri fiscali. (*)
  • Non c’è nessun obbligo di conversione per l’aderente, che una volta diventato cliente, può inoltre disinvestire in qualsiasi momento, sulla base delle tempistiche ordinarie associate al comparto.
  • (*) In pratica Azimut “regala” il rendimento del fondo; su questo rendimento (cd. capital gain) verrà dedotto poi, solo al momento del disinvestimento, il 20% di ritenuta fiscale (esempio: ipotizzando di aderire con 25.000 euro virtuali e che il fondo da luglio a gennaio cresca del 2,50%, si otterrebbe un guadagno di 625 euro lordi che corrisponderebbero a 500 euro netti: 625 – 20% = 500 euro.)

QUALI SONO I COSTI PER IL CLIENTE

  • Fase di Adesione: nessun costo.
  • Fase di Conversione: nessun costo. Infatti verranno scontati anche i 5 euro di diritto fisso previsto per la sottoscrizione.
  • Non saranno applicate le commissioni di entrata e di uscita.

Gli inviti, naturalmente, sono limitati e riservati! Per saperne di più potete contattarmi.

Per conoscere meglio le caratteristiche del fondo Az Fund 1 Cat Bond Fund, uno strumento unico, decorrelato e veramente esclusivo, vi consiglio di dare un’occhiata al mio articolo Cat Bond, quando l’innovazione aumenta la protezione.

Qual’è stato il miglior titolo di Piazza Affari nel 2012?

num-1AZIMUT GUADAGNA L’81,8% – È Azimut Holding il titolo migliore di Piazza Affari nel 2012 a livello di performance, con un guadagno total return (comprensivo di dividendo) dell’81,8% ed una variazione di prezzo del 75,2% registrati nell’ultimo anno di scambi azionari.

LA TOP TEN DEL 2012 – È quanto emerge dai dati forniti qualche giorno fa da Borsa italiana, a conclusione dell’ulima giornata di contrattazioni del 2012, secondo cui a conquistare la medaglia d’argento tra i 40 titoli che compongono il FTSE MIB è Ferragamo (+66,3%), seguita da Diasorin (+60,5%), Prysmian (+57,9%), Buzzi Unicem (+56,2%), Tod’s (+53%), Finmeccanica (+52,5%), Bpm (+49,8%), Lottomatica (+49,5%), e Impregilo (+49%).

MALE A2A E MEDIASET – Ultimi posti, invece, per la utility lombarda A2A (- 40,8%), Mediaset (-26,1%), Telecom Italia (-17,2%), Enel Green Power (-12,9%), UniCredit (-11,8%), Mps (-10,2%) e Saipem (-10,1%).

AZIMUT, 2012 ANNO RECORD –  Il Presidente del gruppo Azimut, Pietro Giuliani, dichiara che il 2012 dovrebbe esseresi concluso con un utile netto record, superiore ai 140 milioni di euro. Quello appena archiviato è stato l’anno in cui “è iniziato a emergere il lavoro di cambiamento e ristrutturazione che abbiamo cominciato nel 2008, dopo il fallimento di Lehman Brothers”, ha detto Giuliani, che nel 2013 intende continuare “sulla strada di cambiamento e dare performance positive ai clienti, raccolta netta e crescita alla società e quindi valore agli azionisti”.

LA CRESCITA ALL’ESTERO – Quanto all’espansione all’estero, Giuliani ha spiegato che Azimut si sta trasformando in una multinazionale: “con il mondo che nei Paesi occidentali comincia ad avere difficoltà, per avere più probabilità di far fruttare i soldi investiti bisogna andare nelle zone che stanno crescendo di più. Non a caso ci siamo sviluppati a Hong Kong, Shanghai e a Istanbul in Turchia. E stiamo lavorando per arrivare in Sudamerica”.

Questi dati, uniti agli ottimi dati di Apogeo Consulting, confermano nuovamente la bontà del modello delle società di cui ho scelto con orgoglio di essere socio e azionista: il business del gruppo è la gestione del risparmio e l’obiettivo è quello di dare ai clienti e agli azionisti le migliori performance. Il mio obiettivo come Professionista è offrire ai miei clienti una consulenza di altissimo livello, aiutando le persone a finalizzare i risparmi nel modo corretto per realizzare i loro progetti di vita.

E questi numeri dimostrano una volta di più che queste non sono solamente “dichiarazioni di intento” ma sono la realtà.

Provare per credere! Contattami.

Fonte dati: Borsa Italiana, Bluerating

Utili record per Azimut

Terzo trimestre a 42,1 milioni di euro. Nove mesi record, 121 milioni di euro.

L’utile netto consolidato del terzo trimestre di Azimut segna un balzo di 240 punti percentuali attestandosi a 42,1 milioni di euro (12,4 rispetto allo stesso periodo del 2011) mentre i ricavi salgono del 44% a 107,9 milioni.

Nei primi nove mesi dell’anno l’utile è stato di 121,2 milioni in aumento rispetto ai 57,166 milioni registrati nello stesso periodo del 2011 (+112% a/a).

Dato che supera l’utile record di sempre realizzato nell’intero esercizio 2009.

Il patrimonio totale a fine settembre 2012 arriva a 19,2 miliardi di euro comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato (17,1 miliardi di euro le masse gestite).

La posizione finanziaria netta consolidata a fine settembre 2012 risultava positiva per circa 202,4 milioni di euro, era di 98,8 milioni di euro a fine dicembre 2011 e di 73,1 milioni di euro a fine settembre 2011.

Inoltre il Gruppo Azimut prosegue nella strategia di internazionalizzazione lanciando nel mese di ottobre una nuova joint venture in Svizzera chiamata Az Swiss Sa, detenuta al 90% da Azimut e al 10% dal team di gestione guidato da Gianluca Gabrielli.

La Jv, focalizzata su strategie macro, evidenzia il continuo rafforzamento in territorio elvetico del gruppo.

“Siamo particolarmente orgogliosi dei risultati conseguiti: in nove mesi abbiamo superato l’utile record di sempre,realizzato nell’intero esercizio 2009” afferma Pietro Giuliani, presidente e ceo del Gruppo.

“Questi risultati ci permettono di affrontare con fiducia i prossimi mesi – aggiunge Giuliani – consapevoli che sarà fondamentale continuare ad agire con determinazione per saper cogliere le opportunità qualora si presentino”.

Con la grande forza del Gruppo Azimut alle spalle e il valore aggiunto di essere socio di Apogeo Consulting, ho la possibilità di svolgere la mia attività serenamente e con grande ottimismo! Mai come quest’anno la nostra offerta si è evoluta qualitativamente per soddisfare le esigenze dei nostri clienti e ogni sviluppo internazionale, fatto con grande lungimiranza, ci ha permesso di essere ancora più efficaci e visibili sul mercato. Quel mercato che, numeri alla mano, continua a premiare la nostra diversità.

Per parlarne insieme chiamami o scrivimi!

 

Azimut, rotta verso Istanbul

FONDI TURCHI PER L’ITALIA

Nel 2013 il Gruppo Azimut lancerà fondi sul mercato italiano che investiranno su prodotti turchi. È quanto si apprende a margine della conferenza stampa di presentazione della partnership – ufficialmente partita a febbraio 2012 – tra il Gruppo di Pietro Giuliani e il maggior player del risparmio gestito in Turchia, Global Investment Holding.

“Intendiamo lanciare fondi per il mercato italiano che punteranno principalmente sui tassi turchi”, ha spiegato Giorgio Medda, il giovane ceo di Azimut per il mercato turco (37 anni da poco) che da nove mesi si è trasferito a Istanbul.

PIONIERI A ISTANBUL

La partnership di Azimut in Turchia, sottolinea lo stesso Medda, “è la prima messa in piedi da una rete italiana con un player turco”. E di spazio per raccogliere pare essercene in abbondanza. “I numeri che solo Azimut realizza in Italia equivalgono più o meno a tutto il mercato turco del risparmio gestito”, spiega Medda. In Turchia gli investitori spesso non vanno oltre il conto corrente o il conto deposito e i risparmi privati dei turchi, circa 400 miliardi di euro, fanno molta gola.

COME È NATO IL SODALIZIO

A febbraio il Gruppo ha messo sul piatto circa sei milioni di euro per dare vita ad Az Global, una società che al 60% appartiene al Gruppo Azimut. “In Turchia”, spiega sempre Medda, “Global Investment Holding ha circa 27mila clienti, un grandissimo bacino d’utenza, ed entro quattro anni miriamo a realizzare masse per 350 milioni di euro”, ha sottolineato. Per gli investitori turchi, Az Global ha pensato di realizzare sei fondi per il mercato retail. Il 90% di questi investe in equity mentre il restante 10% punta su obbligazioni e valute. “Il mercato turco ha una volatilità altissima”, spiega Medda, “ intorno al 25%. Noi puntiamo ad abbassarla considerevolmente intorno al 10-15%”.

DALLA TURCHIA AL MONDO

Ma per Azimut la Turchia rappresenta solo un piccolo pezzettino di un progetto decisamente più internazionale. “Stiamo guardando ad altri Paesi come la Russia e l’India, ma adesso è ancora presto per parlarne”, spiega il Presidente e a.d. Pietro Giuliani. Intanto, però, già a ottobre un team si recherà in Brasile per tentare di stringere accordi e partnership sul mercato verdeoro. Senza parlare dell’interesse di Giuliani per il Sud America. “Stiamo andando in perlustrazione anche in Perù, Columbia e Cile”.

Clicca qui per visualizzare l’assetto internazionale del Gruppo.

EFFETTO SUGLI UTILI

Nel frattempo, il numero uno della società che si è quotata nel 2004 ha snocciolato qualche previsione sui numeri che il suo gruppo vorrebbe realizzare. “Azimut punta a raggiungere nel 2012 un utile netto a livelli record”, ha detto Giuliani. Secondo il numero uno, ci sarebbero buone possibilità che Azimut superi il record di 118 milioni di utile netto raggiunto nel 2009.

Giuliani ha ricordato che nel primo semestre del 2012 l’utile di Azimut è stato di 79 milioni e che nei primi nove mesi dovrebbe invece attestarsi a 100 milioni.

UNA BUONA ANNATA

Insomma, Giuliani crede molto nel 2012. “Puntiamo a realizzare il 10% di asset under management dall’estero” (ora è il 5%), ha detto. Negli ultimi quattro anni il gruppo ha raccolto 3,1 miliardi, acquisito 70mila nuovi clienti e reclutato 620 promotori finanziari. Giuliani non sta a guardare, dunque, e sembra avere le idee chiare sul mercato italiano del risparmio gestito. “Noi non stiamo fermi come certe case automobilistiche, che non producono nuovi modelli”, ha sottolineato il manager.

Sono orgoglioso di essere partner e azionista dell’unica realtà del settore in Italia con questa visione internazionale, che fa dell’innovazione un punto fermo, con una grande capacità di rispondere alle esigenze, che genera ottimi rendimenti a favore dei clienti (oltre il 5% medio da inizio anno!), che crede nei giovani (e io ne sono la prova!), che riesce a cavalcare il cambiamento e a trasformare la crisi in grande opportunità.

Tutto questo mi permette davvero di offrire il miglior servizio alle persone che mi scelgono come consulente.

Cat Bond, quando l’innovazione aumenta la protezione

Cos’è la correlazione in finanza? Come dice la parola stessa, per correlazione si intende la relazione che intercorre tra due o più variabili. In finanza è utile per definire il legame che ci può essere (o non essere) tra due o più entità.

E’ strettamente collegata al concetto di diversificazione, in quanto per diversificare correttamente gli investimenti è fondamentale inserire strumenti che siano poco correlati tra loro (decorrelati) in modo da proteggere e tutelare il più possibile il risparmio in ogni situazione, positiva o negativa.

Un problema di questi ultimi, complicati, anni è stato e continua ad essere proprio quello della forte correlazione tra i diversi strumenti finanziari: in alcuni periodi azioni, obbligazioni, valute, materie prime sono andate tutte nella stessa direzione (ahimè verso il basso…). In più, con l’espandersi della globalizzazione, anche geograficamente è avvenuta la stessa cosa: ad esempio alla discesa del mercato azionario europeo è corrisposta una discesa (seppur diversa in termini numerici) dei mercati azionari americani, del pacifico e dei paesi emergenti.

Cosa si può fare quindi per aumentare la decorrelazione tra i vari investimenti e proteggere i nostri risparmi?

Sicuramente continuare a diversificare gli investimenti (cioè “non mettere tutte le uova nello stesso paniere”), perchè le anomalie di questi anni non possono continuare all’infinito e i mercati gradualmente si “normalizzeranno”. Altrettanto sicuramente, inserire una componente di strumenti finanziari realmente decorrelati dagli investimenti tradizionali, che hanno dimostrato nel tempo di essere indipendenti da ciò che avviene sui mercati.

Vorresti un esempio pratico di strumenti di investimento realmente decorrelati? Eccoti accontentato, ti presento i CAT BOND (Catastrophe Bond).

La definizione potrà non sembrarti promettente o di buon auspicio, in realtà ti consiglio di andare aldilà del nome per cogliere l’accezione positiva di questi strumenti. Infatti possiamo dire che chi investe in Cat Bond è al tempo stesso investitore ad alto tasso di interesse e benefattore.

Cosa sono? Sono strumenti finanziari (obbligazioni) che consentono di trasferire i rischi assicurativi al mercato dei capitali.

Perchè sono nati i Cat Bond? Perchè le compagnie assicurative hanno la necessità, a loro volta, di riassicurarsi: da alcuni anni possono farlo tramite questi strumenti ad-hoc che consentono di trasferire gran parte dei rischi assicurativi al mercato dei capitali.

Come vengono emessi? I soldi vengono raccolti tramite uno Special Purpose Vehicle (Spv). Lo Spv è una società giuridicamente autonoma costituita per l’occasione, che emette i titoli e assume in prima persona tutti gli obblighi derivanti dall’emissione. Questi soldi sono depositati presso un conto vincolato a beneficio della compagnia assicurativa che cede il rischio, nel caso in cui l’evento naturale si manifesti e dell’investitore, nel caso in cui l’evento non si manifesti.

Quali garanzie hanno gli investitori? Il capitale dell’investimento è sempre separato da quello della compagnia che trasferisce il rischio, per mitigare il rischio di credito nei suoi confronti.

Attraverso i Cat Bond è dunque possibile stare alla larga dai soliti rischi. Il rendimento non dipende dall’emotività che domina i mercati e dai fondamentali su cui si basano i trend di borsa, ma principalmente dal verificarsi di un evento naturale catastrofico (terremoti, incendi, uragani, tempeste, alluvioni) indipendentemente dall’andamento dei mercati azionari, obbligazionari, delle valute e dei tassi. Gli eventi naturali non dipendono infatti dalla psiche dei mercati e non ne subiscono le conseguenze dirette. Se l’Italia diventa insolvente o l’euro avrà dei problemi, sicuramente non sarà una causa di un uragano in Messico! Vuoi una prova tangibile di questa decorrelazione? Guarda questo grafico.

Inoltre anche gli eventi stessi sono completamente slegati gli uni dagli altri: è evidente che un terremoto in Giappone non influisce affatto sulla possibilità che si verifichi un uragano in Florida e via dicendo. Dunque abbiamo una doppia decorrelazione, “esterna” (nei confronti delle asset class tradizionali) e “interna” (tra i diversi eventi naturali ri-assicurati in tutto il mondo).

Ci tengo a fornirti un altro dato interessante che testimonia la validità di queste soluzioni: dal 1990 ad oggi la quasi totalità dei Cat Bond emessi è arrivata a scadenza senza subire perdite, ma producendo generosi interessi. Naturalmente, non devi credere ai Maya… 🙂

Un’ulteriore componente che rende interessante questa asset class in questo momento è il vero e proprio boom delle emissioni (1° quadrimestre 2012: +47% rispetto al 2011) e dei rendimenti attesi degli ultimi mesi nella ricerca di una maggior tranquillità da parte delle compagnie di assicurazione nell’assolvere i loro compiti anche al verificarsi di eventi estremi.

Come si può investire materialmente in Cat Bond? Investire in Cat Bond è un privilegio riservato ai clienti del Gruppo Azimut, e quindi anche ai miei clienti! Azimut infatti è l’unica società in Italia a poterti offrire l’accesso a questi innovativi strumenti, normalmente riservati ad investitori istituzionali come fondi pensione, fondi specializzati, ri-assicuratori, banche, asset manager. Attraverso l’acquisizione del 50% di Katarsis Capital Advisors, una società specializzata in questi strumenti che gestisce i fondi Eskatos ed ha sede in Svizzera, è stato creato AZ Cat Bond Fund, un esclusivo fondo a bassa volatilità che investe direttamente in Cat Bond (articolo Borsa & Finanza).

Vuoi saperne di più? Vorresti avere qualche informazione più dettagliata sul Cat Bond Fund? Vuoi aumentare la protezione dei tuoi risparmi?

Contattami, sono a tua disposizione.

Disclaimer

Una soluzione…efficiente!

Oggi voglio parlare di uno strumento finanziario che per caratteristiche, tutele e struttura ritengo in assoluto il più efficiente per gestire i propri risparmi ed investimenti, specialmente in una situazione “particolare” come quella che stiamo attraversando: il fondo comune di investimento.

Partiamo dalla definizione: i fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, OICR) che raccolgono il denaro dei risparmiatori che affidano la gestione dei propri risparmi ad una società di gestione del risparmio (SGR) con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo. Il Decreto Legislativo n. 58/98 definisce il fondo comune di investimento come “il patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti gestito in monte”.

Raccolto il denaro presso i sottoscrittori i fondi comuni investono in valori mobiliari che costituiscono il patrimonio indiviso del fondo, di cui ogni risparmiatore detiene un certo numero di quote. Esistono varie tipologie di fondi comuni, i più noti sono i fondi monetari, gli obbligazionari, i bilanciati e gli azionari. Indipendentemente dalla tipologia di fondo, tutti i partecipanti hanno gli stessi diritti.

Perchè investire in un fondo comune di investimento è una soluzione efficiente?

I vantaggi sono molteplici, oggi mi soffermerò sui principali. A differenza di molti altri strumenti collocati a piene mani da banche, Poste e altri intermediari, i fondi comuni di investimento sono:

– TUTELANTI (separazione patrimoniale): la Legge sui fondi comuni d’investimento del marzo 1983 sancisce quanto segue: “Ciascun fondo comune costituisce patrimonio autonomo, distinto a tutti gli effetti dal patrimonio della societa’ di gestione e da quello dei partecipanti, nonche’ da ogni altro fondo gestito dalla medesima societa’ di gestione.” In pratica, investendo in un fondo non ci si espone al rischio emittente o di controparte della società che lo gestisce. Al contrario, se acquisto una singola azione o obbligazione della società XYZ sono legato (a diversi livelli) alla solvibilità della società XYZ. Inoltre, l’articolo 22 del Testo Unico della Finanza specifica che “… Su tale patrimonio non sono ammesse azioni dei creditori dell’intermediario o nell’interesse degli stessi, né quelle dei creditori dell’eventuale depositario o sub-depositario o nell’interesse degli stessi. …”. Dal punto di vista legale vi è, in conclusione, la massima tutela del capitale conferito;

– TRASPARENTI: il loro valore è controllabile quotidianamente e la normativa di controllo sull’operato dei fondi è assolutamente stringente. Le strategie di investimento sono note a priori tramite il Prospetto. I portafogli reali dei fondi devono corrispondere alle linee guida indicate nei documenti ufficiali e le società che collaborano con il Gruppo Azimut forniscono in totale trasparenza tutti i titoli in portafoglio. Un soggetto terzo rispetto alla società di gestione e all’investitore (la Banca depositaria) detiene fisicamente gli assets del fondo e verifica la coerenza del portafoglio rispetto alle indicazioni del prospetto;

– PRIVI DI RISCHIO EMITTENTE: investono in un numero elevatissimo di emittenti governativi e societari (a seconda della tipologia)pertanto non sono legati alla solvibilità di un un’unica controparte;

– AMPIAMENTE DIVERSIFICATI: oltre ad investire in molti emittenti investono in diversi mercati, asset class, valute, aree geografiche…;

– DINAMICI: le scelte sono delegate ad un team di gestione professionale che segue in tempo reale l’evoluzione dei mercati e agisce di conseguenza in maniera attiva per ottimizzare i risultati;

– SEMPRE LIQUIDABILI: proprio grazie alla quotazione giornaliera, il sottoscrittore può in qualsiasi momento conoscere il valore del proprio investimento e chiedere la liquidazione (in 5 giorni lavorativi sono sul conto corrente), salvo casi eccezionali espressamente disciplinati.

Dopo aver preso atto di questi vantaggi, diventa fondamentale selezionare tra l’infinita gamma di fondi che ogni Società di gestione mette a disposizione di noi Professionisti, le soluzioni più valide in termini di qualità gestionale, performance storiche, volatilità, rapporto qualità/prezzo, stile di gestione, reazioni nelle fasi di stress del mercato (sia positive che negative) e tanti altri fattori.

Ma più di ogni altra cosa è indispensabile utilizzare ed inserire, con il giusto peso nel proprio portafoglio e con l’aiuto di un buon Consulente, le soluzioni più adatte ai nostri obiettivi ed alle nostre esigenze.

Non esiste una soluzione valida “erga omnes”.

Diffida dunque dei “prodotti del giorno” e tocca con mano i benefici di una consulenza personalizzata e di un progetto di pianificazione finanziaria tagliato su misura per te!