Investimenti finanziari: tre consigli sotto l’albero per vivere un meraviglioso 2017

christmas-money-1085019_960_720Spesso in questo periodo gli operatori finanziari delineano previsioni e scenari per il nuovo anno. Ma non sono tanto le previsioni sull’andamento dei mercati a fare la differenza quanto il comportamento dei singoli investitori.

In Italia anche quest’anno, così come lo scorso, la fine dell’anno coincide con una situazione bancaria parecchio complicata, che rischia di rovinare le Feste dei risparmiatori, mettendoli di fronte a scelte importanti e insinuando nuove preoccupazioni sulla sicurezza dei propri investimenti finanziari.

Nelle ultime settimane dell’anno ricevo sulla mia casella di posta decine e decine di commenti di analisti, gestori e “guru” vari contenenti le previsioni sull’andamento delle borse e delle diverse asset class per l’anno che verrà e le domande (retoriche) che mi pongo sono sempre le stesse: saranno davvero queste analisi a fare la differenza per i miei clienti? Devo sposare una di queste, quella che ritengo migliore e più credibile, e seguirla alla lettera? Oppure devo comprendere a fondo le loro esigenze e guidarli in un percorso di pianificazione finanziaria efficiente e coerente?

La mia opinione è la seguente: se hai qualche risparmio da parte e vuoi ottenere dei buoni risultati saranno le tue scelte a fare la differenza, non le previsioni.

  • Quali sono le scelte che possono fare davvero la differenza?

Azzeccare il titolo che nel 2017 guadagnerà il 250%? Investire tutto il patrimonio nel settore che guadagnerà più di tutti gli altri? Indovinare la valuta che si apprezzerà più di tutte?

Visto che non credo affatto nei maghi, nei santoni e nei guru, l’obiettivo di questo mio articolo non è certo quello di darti la “dritta” per raddoppiare in poco tempo i tuoi soldi.

In questa sede cercherò di darti 3 semplici consigli per proteggere il tuo patrimonio, evitare tutti i problemi seri ed iniziare a prendere il mano il tuo futuro finanziario.

1) Diversifica = non mettere tutte le uova nello stesso paniere

I grandi investitori, quelli che hanno tanti soldi, tante competenze e tanto tempo da dedicare unicamente a queste attività, concentrano i propri investimenti. Se tu ti ritieni il nuovo Warren Buffett, leggi tutti i libri sulla filosofia del Value Investing e segui il suo esempio, non ho altri grossi consigli da darti. A tutti gli altri, circa il 99,99% della popolazione mondiale, consiglio di avere l’umiltà di diversificare i propri investimenti in tante differenti soluzioni in modo da evitare i rischi più pericolosi. La migliore sintesi sta nella saggezza popolare: “non mettere tutte le uova nello stesso paniere”. Se mai questo paniere ti dovesse cadere, ti faresti troppo male (altro che frittata!).

2) Evita il rischio controparte = non legare la “sopravvivenza” del tuo denaro alla “sopravvivenza” di qualcun altro

Esistono soluzioni di investimento molto semplici che ti consentono di minimizzare o addirittura eliminare il rischio di controparte, ovvero il rischio di legare la “sopravvivenza” del tuo denaro alla “sopravvivenza” di qualcun altro. Questi strumenti sono gli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) e possono essere a gestione attiva (fondi comuni di investimento) o passiva (ETF – Exchange Traded Funds). In altre parole, se compri una singola azione o obbligazione dell’azienda XYZ e l’azienda XYZ fallisce, rischi di non avere mai più indietro i tuoi soldi, se invece compri un fondo di investimento che contiene 150 azioni e/o obbligazioni di 150 diverse aziende questo rischio non te lo assumi e puoi vivere serenamente.

3) Affidati ad un buon Consulente = non sopravvalutare le tue abilità finanziarie

Lo so, sono in pienissimo conflitto di interesse. Ma la scelta più importante per proteggere e far crescere il tuo patrimonio è proprio questa. Quando hai un problema di salute importante ti rivolgi al medico specialista. Quando hai un problema legale importante all’avvocato. Quando ti riduci all’ultimo secondo per comprare il regalo di Natale a tua moglie (!!!) al negoziante di fiducia. Perché per gestire i risparmi di una vita sei stra-convinto di saper fare tutto da solo?!?

Vi assicuro che chi ha seguito questi 3 semplici consigli ha trascorso un buon 2016, senza farsi minimamente influenzare da Brexit, elezioni americane, referendum costituzionale, nazionalizzazione del Monte dei Paschi di Siena, eccetera eccetera. Provare per credere.

E allora rifletti e fai le tue scelte. Se hai piacere, sono a tua disposizione per un confronto.

Nel frattempo ti auguro di trascorrere un Buon Natale e un meraviglioso anno nuovo!

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10 spunti sulla puntata di Report del 17/10

img_5768Lunedì 17 ottobre nella puntata “Occhio al portafoglio” della trasmissione Report andata in onda su RaiTre, si è parlato di investimenti e risparmi.

Essendo una trasmissione d’inchiesta, sono stati utilizzati toni “scandalistici” e molti contenuti sono stati trattati in maniera troppo superficiale.

Alcuni concetti di fondo però sono corretti e li vado ripetendo da anni (dentro e soprattutto fuori dai social network).

Ecco i 10 messaggi che dovresti fare tuoi:

1) Non esistono investimenti privi di rischio che crescono e basta, senza oscillazioni

2) No, non lo sono neanche i diamanti che la banca cerca di rifilarti facendoteli pagare il doppio del valore di mercato e applicandoti pure un bel 10% di commissione

3) Alcuni prodotti (fondi, polizze vita, ecc.) sono venduti dai funzionari bancari sotto le pressioni commerciali che arrivano dall’alto, in pieno conflitto d’interesse

4) Le banche vendono questi prodotti gravando il cliente di costi esagerati e movimentando eccessivamente il portafoglio per aumentare gli introiti della banca stessa (il consulente libero professionista può decidere in autonomia di non applicare la gran parte di queste commissioni: fare guadagnare i clienti è nel suo interesse di lungo periodo)

5) No, la soluzione non è quella di investire tutto in titoli in Stato (Bot, Btp, ecc.) solo perché costano poco. Oltre a rendere poco, hanno anche dei rischi non così trascurabili

6) In posta, la stragrande maggioranza del personale che oggi promuove prodotti finanziari fino a ieri spediva raccomandate

7) Anche a causa di questa bassa o nulla professionalità, all’ufficio postale sono stati venduti negli anni parecchi prodotti-ciofeca, come il fondo immobiliare Obelisco che ha perso l’80% del proprio valore

8) Anche l’investimento nel mattone è rischioso e va approcciato come qualsiasi altra forma di investimento

9) È probabile che i prezzi delle case scenderanno ancora nei prossimi anni, perché l’offerta supera ancora di gran lunga la domanda e le valutazioni sono, spesso, ancora troppo elevate (in alcuni casi lo sono “artificialmente”, per evitare di aggravare ulteriormente la situazione di bilancio delle banche che hanno in pancia un sacco di case)

10) Scegli un buon consulente che possa spiegarti bene queste cose, pianifica con lui un progetto di investimento coerente con i tuoi obiettivi e hai risolto il 98% dei tuoi problemi finanziari

Questa è la mia sintesi. Ora attendo i vostri commenti!

Se volete vedere la puntata completa, ecco il link: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-3bfa7b8f-c813-4530-abaa-597c103d320a.html

Ecco 13 buone ragioni…

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Sarà capitato anche a te in questi ultimi giorni di canticchiare in macchina il refrain dell’ultimo singolo di Zucchero Sugar Fornaciari…

Prendo spunto da quel motivetto, destinato a diventare uno dei nuovi tormentoni estivi, per analizzare i principali motivi per i quali conviene affidarsi ad un consulente finanziario nella gestione delle proprie scelte patrimoniali. Non solo i “paperoni” dovrebbero farlo, chiunque può trarne vantaggi importanti.

Ecco 13 buone ragioni per preferire un consulente al fai da te (…e un panino al salame!)

1) TI AIUTA A PROTEGGERE LA TUA FAMIGLIA E TE STESSO. Proteggere il capitale umano è il primo step di una buona pianificazione finanziaria. Il consulente è in grado di valutare la tua situazione famigliare nel suo complesso e guidarti attraverso le migliori soluzioni per proteggere la tua famiglia e te stesso.

2) TI AIUTA A PIANIFICARE LE SPESE. Per assicurarti un futuro più stabile, il consulente ti può aiutare a capire come programmare le spese e quanto risparmiare per costruire il tuo patrimonio.

3) TI AIUTA A PIANIFICARE IL FUTURO. Spesso gli investitori si concentrano soltanto su orizzonti di breve e medio periodo. Il consulente ti può aiutare a recuperare il concetto del tempo, “a tirare fuori il presente dall’oggi” e guidarti alla costruzione del tuo futuro. Per mantenere inalterato il proprio tenore di vita nel tempo è infatti necessario pianificare con anticipo anche il proprio pensionamento, ad esempio attraverso forme di previdenza integrativa.

4) TI AIUTA A REALIZZARE I TUOI OBIETTIVI DI VITA E DI INVESTIMENTO. Con l’avanzare dell’età, cambiano anche le tue esigenze. Ecco quindi che l’esperienza e la competenza del consulente possono essere utili per capire che tipo di obiettivi vuoi raggiungere e in che modo. Ad esempio l’avvio di una nuova attività, l’acquisto di un’abitazione, l’università per i figli ecc…

5) TI FORNISCE UNA VALUTAZIONE OGGETTIVA. Non esiste il prodotto e il portafoglio buono per tutti e per tutte le stagioni, non tutti gli strumenti finanziari si adattano a te come investitore o rappresentano in quel momento la giusta soluzione. Il consulente è preparato tecnicamente, conosce le caratteristiche di ciò che gli intermediari offrono e sa come questi reagiscono in un determinato contesto di mercato, indirizzandoti sulla migliore opzione.

6) TI AIUTA A DEFINIRE LA TUA VERA TOLLERANZA AL RISCHIO. Il profilo di rischio, per quanto importante, è un parametro asettico. Siamo esseri umani e quando i mercati vanno bene siamo tendenzialmente tutti più aggressivi, quando vanno male siamo più pavidi. Il consulente, che conosce i principi della finanza comportamentale, ti aiuta a capire la tua reale tolleranza alle oscillazioni di valore.

7) ELIMINA I RISCHI PIU’ PERICOLOSI. Il consulente è un libero professionista e vive, professionalmente parlando, per i suoi clienti; per questo non ha alcun interesse a proporre soluzioni che mettano a rischio la sopravvivenza del loro patrimonio complessivo. Non a caso i consulenti finanziari liberi professionisti non sono stati coinvolti nei peggiori scandali finanziari degli ultimi anni.

8) TI FA GUADAGNARE E RISPARMIARE DENARO. Se tu guadagni, lui guadagna di più, quindi avrà tutto l’interesse a fare crescere il tuo patrimonio. Non fa miracoli, ma ricerca le migliori soluzioni per farti raggiungere gli obiettivi prefissati, coerentemente con il contesto di mercato. Non sempre un investitore fai da te è a conoscenza delle implicazioni fiscali legate al mondo finanziario e ai cambiamenti continui che esse subiscono. Il consulente è aggiornato sul contesto normativo e ha in mente la tua posizione complessiva, cercando la soluzione più adatta per ottimizzarla, anche in termini di risparmio di tasse.

9) TI ASSISTE NEL TEMPO. Dopo che un investimento viene effettuato è necessario che ci sia qualcuno che ne monitori le performances e sappia valutarne l’efficacia nel tempo. Il consulente è al tuo fianco. Assiste un numero limitato di clienti e può dedicarti l’attenzione che meriti, lungo tutto il ciclo di vita.

10) “FILTRA” LE INFORMAZIONI, TI MANTIENE AGGIORNATO E TI TRANQUILLIZZA. Viviamo in un mondo in cui c’è un sovraccarico informativo in tutti i settori e quello economico-finanziario è tra i più inflazionati. Il consulente seleziona le notizie e gli avvenimenti più rilevanti e ti descrive quali implicazioni possono avere per la tua famiglia, per te e per il sistema in generale. Spesso le campagne mediatiche, così come la volatilità dei mercati, hanno delle implicazioni sul nostro atteggiamento nei confronti degli investimenti. Se dico Brexit ti viene in mente qualcosa? Un professionista preparato, che ha il quadro della situazione, non si lascia influenzare negativamente dall’eccesso di informazioni e dall’emotività, aiutandoti a compiere scelte razionali e coerenti.

11) SE SBAGLIA, PAGA. Il consulente finanziario è una delle poche figure professionali che se non si attiene alle regole perde il proprio lavoro in quanto viene radiato dall’albo professionale.

12) TI FA STARE MEGLIO. Una ricerca specifica (Aviva, 2010) evidenzia che la pianificazione finanziaria, ed il conseguente controllo sulle proprie risorse, genera alle persone maggiore autostima e felicità.

13) TI ALLUNGA LA VITA. Il fatto che le persone siano orientate verso il futuro, identificando obiettivi e progetti di vita, può determinare una vita non solo più stimolante ma anche significativamente più lunga. Una ricerca del 2011 di Prem e altri sottolinea che una prospettiva psicologica futura del tempo si traduce in un guadagno di circa 6,5 anni di vita rispetto agli stessi soggetti con una limitata prospettiva.

Ah, se credi che il consulente finanziario sia necessariamente una persona formale e impostata, quindi un po’ noiosa…ti sbagli.

Se vuoi, puoi incontrarlo per parlare di investimenti e del tuo futuro anche davanti a una birra…e un panino al salame! 😉

Il paradosso del risparmiatore

Estrapolo alcuni passaggi de l’Alpha e il Beta (scritto da Carlo Benetti di GAM) di questa settimana, che racchiudono concetti che ogni risparmiatore dovrebbe assimilare nel mondo (alla rovescia) di oggi.

“L’ultimo paradosso riguarda il risparmiatore, che non può pensare che il proprio patrimonio resti estraneo alle contraddizioni di questo tempo, come una monade con la sua attività interna e impermeabile ai fattori esterni.
Al contrario, anche i portafogli d’investimento sono stati letteralmente travolti dalla velocità e dalla brutalità del cambiamento.

Il paradosso del risparmiatore è che per avere sicurezza di rendimento deve rinunciare alla sicurezza. 

Naturalmente non è affar semplice, è un salto culturale: la rinuncia alla tradizionale protezione offerta dai titoli governativi deve essere assistita da una rete di sicurezza sostenuta da quattro robusti paletti.

Il primi due paletti sono familiari:

1) congruo orizzonte temporale.

2) la più ampia diversificazione di mercati, strumenti, gestori. 

Da quando vennero elaborati i primi enunciati della moderna teoria del portafoglio sono stati compiuti enormi passi avanti nel perfezionamento dei modelli, via via integrati con crescente complessità matematica. Ma i due principi fondamentali dell’orizzonte temporale e della diversificazione del portafoglio non sono mai stati messi in discussione.

3) Il terzo paletto, altrettanto decisivo, è l’esperto di fiducia. Scambiare le proprie opinioni con un consulente è motivo di conforto: si evitano i rischi di scelte avventate e, soprattutto, si assumono scelte coerenti con gli obiettivi del risparmio. In uno scenario così complesso “è pazzesco pensare di farcela da soli” scrive David Swensen.

4) Il quarto paletto della rete messa a protezione del “nuovo risparmiatore” nel salto dalle obbligazioni governative alla diversificazione del portafoglio è la chiara definizione delle finalità del risparmio. La suddivisione per conti mentali risponde ad una elementare regola di efficienza: gli strumenti finanziari che garantiscono la liquidità in caso di sostituzione di un elettrodomestico sono diversi da quelli finalizzati, ad esempio, agli studi universitari di una figlia o di un figlio appena nati.
Sono questi i quattro paletti della rete di protezione nel paradosso della sicurezza di rendimento in cambio della rinuncia alla sicurezza, tutto sommato nemmeno il peggiore dei tanti paradossi con cui facciamo i conti in questo mondo alla rovescia.”

Medita risparmiatore, medita..

Fondo Tutela Depositi: la cassa è vuota!

HANDIl decreto recente per gli indennizzi delle 4 banche salvate lo scorso novembre “attinge alle disponibilità del fondo interbancario di tutela dei depositi”, che anche per questo ora ha le casse vuote.

Lo ha detto Salvatore Maccarone, il presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), il fondo che dovrebbe garantire conti correnti e depositi sotto i 100.000 euro in caso di default bancario.

Notizia bomba! O no?

In realtà non molto, la fittizia garanzia del FITD è nota da diverso tempo e ne avevo scritto anche su questo blog già nel 2013: https://daniloperini.com/?s=falsa+garanzia+depositi

Ma la cosa non sembra essere ancora così nota alla gran parte dei risparmiatori, vista l’opinione diffusa della sicurezza dei depositi sotto i 100.000 euro… “Ma dai, non fare terrorismo, me l’hanno detto in banca! Posso stare tranquillo, sul conto i miei soldi sono al sono sicuro!”

E’ proprio quando qualcuno ti propone qualcosa con il capitale garantito che devi cominciare a porti qualche dubbio…perché se qualcuno ti garantisce qualcosa significa che la sopravvivenza del tuo denaro è legata alla sopravvivenza della controparte alla quale lo hai affidato.

Concentrare MAI, diversificare SEMPRE.

Torniamo alla notizia, uscita oggi sull’agenzia Reuters:

Il Fondo interbancario depositi ha esaurito le proprie risorse, anche per il contributo al rimborso degli obbligazionisti delle quattro banche salvate. Lo ha detto il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, Salvatore Maccarone. Il recente decreto per gli indennizzi “attinge alle disponibilità del fondo interbancario dei depositi” ha spiegato Maccarone.I l riferimento è al decreto che venerdì ha stabilito un meccanismo di ristoro forfettario per gli obbligazionisti colpiti dalla risoluzione delle quattro banche dello scorso novembre. Il governo ha detto che le risorse sarebbero arrivate dalle banche e che non c’era un limite all’intervento. “Le nostre casse sono vuote e contribuiscono a renderle tali questi provvedimenti di ristoro degli obbligazionisti delle quattro banche”, ha aggiunto. Maccarone ha reiterato le sue critiche all’interpretazione della Commissione europea che ha inibito un intervento del Fondo per le quattro banche che avrebbe evitato la risoluzione. “Sul piano prospettico la situazione non é certamente incoraggiante. Oggi questa interpretazione della Commissione [sull’utilizzo dei fondi di garanzia dei depositi] corre il rischio di diventare norma”. Con il bail-in in vigore, Maccarone ha detto che c’è la prospettiva concreta che la crisi di una banca si risolva con la sua liquidazione. “Non credo che il nostro sistema economico e civile sia pronto .. Nel caso di una banca in liquidazione non verrebbero pagati i depositanti”, ha spiegato. Il fondo sarà alimentato con contribuzioni ex-ante ma non può lavorare, come in passato, per prevenire una crisi bancaria. “Stiamo studiando la possibilità di irrobustire il meccanismo volontario per rendere possibili interventi preventivi”. La ragione, ha spiegato il presidente del Fondo di garanzia, è che “oggi non si può ripetere lo schema delle quattro banche: se la banca è ‘likely to fail’ e non si trova una soluzione rapidamente, la strada è o la risoluzione o la liquidazione coatta. E non voglio pensare a una soluzione che colpisca i depositanti”.

Evidenzio un passaggio del presidente del FITD Maccarone (non di un opinionista da talk show…del presidente del fondo che dovrebbe garantire i depositanti):

NEL CASO DI UNA BANCA IN LIQUIDAZIONE NON VERREBBERO PAGATI I DEPOSITANTI. NON CREDO CHE IL NOSTRO SISTEMA ECONOMICO E CIVILE SIA PRONTO.

Hai voglia a masturbarsi mentalmente con i vari rating, Cet1, Total Capital Ratio e bla bla bla…in banca i tuoi soldi non sono così al sicuro!

SE TI LANCIANO UN SALVAGENTE SGONFIO, ANNEGHI.

C’è anche una buon notizia, però. Altrove, i tuoi soldi, possono essere davvero al sicuro.

Soluzioni di risparmio gestito, intermediario indipendente dal mondo bancario e assicurativo.

Lasciami il tuo indirizzo mail, sarai ricontattato presto.

Manuale Anti Panico (by GAM)

wild-turkey-583190_960_720Ricevo quotidianamente approfondimenti, documenti, analisi da parte delle migliori Società di Gestione a livello internazionale.

Alcuni sono interessanti, altri meno. Questo di GAM S.G.R. S.p.A. (Julius Baer Funds), che riporto integralmente, lo trovo magnifico e molto istruttivo.

“Conoscete qualcuno che ha paura di volare vero? Il passeggero impaurito è dibattuto tra la componente razionale, che gli ricorda quanto siano sicuri i viaggi in aereo, e la componente emotiva che, inevitabilmente, ha sempre la meglio e 20 gocce di benzodiazepine aiutano molto più di statistiche, fatti ed incontrovertibili evidenze.

La paura è un meccanismo primitivo, una emozione funzionale ad evitare i pericoli: grazie alla paura i nostri antenati di fronte ad un pericolo scappavano a gran velocità. Se fossero stati fermi a discutere della buffa criniera di quel grande gatto giallo, il leone li avrebbe sbranati in un istante e la nostra specie si sarebbe estinta in breve tempo (meritatamente, direbbe Darwin).

Per fortuna avevamo paura: è stata la paura di morire o di ferirsi (non c’era la penicillina) ad insegnare agli uomini primitivi come riconoscere e scansare i pericoli ed aumentare le probabilità di sopravvivenza.

Ma quando si tratta di risparmi e di investimenti la paura da sentimento amico si trasforma in insidia, quando è vittima delle emozioni l’investitore è il peggior nemico di se stesso.
Gli psicologi sperimentali hanno dimostrato come nelle fasi di grandi guadagni delle borse corrispondano stati d’animo di euforia e ottimismo. Per contro, nelle fasi ribassiste gli investitori sono preda della paura e del panico. La conseguenza è che nell’eccesso di ottimismo gli investitori aumentano la componente di asset rischiosi mentre la paura induce ad eliminare le ragioni della paura stessa … vendendo gli asset rischiosi!
Il risultato è la catastrofe del portafoglio: l’investitore entra sui mercati quando la borsa è prossima ai massimi e tende a sbarazzarsi dei propri investimenti quando i mercati approssimano i minimi…

In genere sui mercati finanziari le paure sono il risultato di ciò che è accaduto in passato, il dolore delle perdite ha la meglio sulle aspettative nel futuro, in realtà le uniche che contano davvero per la crescita dei capitali.

Percezione dei rischi e rischi reali

Il disegno mostra il divario tra gli scenari di cui abbiamo paura e quelli che sono realmente pericolosi. Il rischio di morire in un anno a causa di un incidente aereo è per un americano attorno a 1 su 11 milioni. Ben più alte le probabilità di morire per un incidente d’auto, stimate 1 su 5,000 (fonte: Susanna Hertrich, grafico basato sul lavoro del Dr. Peter M. Sandman).

Tra le paure sbagliate c’è quella di immaginare il futuro sulla base dell’esperienza del passato. Il passato, purtroppo, contiene informazioni solo sul passato, appunto… e il rischio è quello di fare la fine del “Tacchino Induttivista” di Bertrand Russell e Karl Popper.

Russell fa l’esempio del tacchino accudito con estrema cura che ogni giorno riceve acqua e cibo. Il tacchino si abitua gradualmente alla confortevole situazione ed aumenta la sua fiducia e sicurezza. La fiducia del tacchino cresce giorno dopo giorno finché si interrompe bruscamente (e tragicamente, almeno dal punto di vista del tacchino) il Giorno del Ringraziamento!
Il povero tacchino era servito a Bertrand Russell per dimostrare la trappola induttivista, i rischi del pensare che il passato abbia tutte le informazioni utili per il futuro. E’ lo stesso rischio che corriamo anche noi con le previsioni sui mercati finanziari.
Insomma, siamo macchine fatte per sbagliare… O meglio, siamo macchine perfettamente evolute per sopravvivere nel mondo naturale, ma molto meno adatte al mondo artificiale e complesso dei mercati finanziari.
Saperlo non ci salva, ma ci aiuta.

Le sette regole d’oro

1. Non pensare d’avere sempre ragione. L’overconfidence è il sale della vita, il motore che spinge a osare, il segreto dei grandi imprenditori e di tutti gli uomini e le donne di successo. Ma quando si tratta di investimenti meglio non esagerare con la fiducia sulla propria capacità di giudizio, la storia è piena di esperti che hanno commesso grossolani errori. Il direttore della Metro Goldwin Mayer aveva previsto un fiasco clamoroso per il film “Via col vento”, il direttore artistico della Decca aveva pronosticato il sicuro insuccesso delle “band che suonano con la chitarra elettrica”, Beatles compresi. Per l’investitore non professionista, un eccesso di fiducia nelle proprie scelte porta a concentrare il rischio: un peccato mortale se il nostro obiettivo è ridurre le ragioni di panico.

2. Non cercare conferme alle tue scelte. Siamo dotati di potenti sistemi di protezione della nostra autostima: se, una volta compiuta una scelta, incappassimo in informazioni che la indebolissero ci sentiremmo stupidi, e nessuno vuole sentirsi stupido. Al contrario, dobbiamo essere “laici”, mettere alla prova le nostre convinzioni. Le certezze sui mercati non esistono, la ricerca di notizie che confermino le nostre idee porta a trascurare la veridicità e qualità delle notizie ma, soprattutto, porta ad ignorare le notizie che negano quanto pensiamo! Meglio un sano dubbio che una insana certezza.

3. Non seguire il gregge. Si può seguire la maggioranza solo in poche occasioni, magari in vacanza quando si è indecisi sulla scelta del ristorante, ma non si deve mai “seguire il gregge” quando si tratta dei risparmi. Capita troppo spesso che gli “altri” abbiano scelto imitando a loro volta il comportamento di altri … Resistete alla tentazione di sentirvi al sicuro solo perché “così fan tutti”.

4. Non guardare troppo spesso il tuo portafoglio. Guarda il tuo portafoglio saltuariamente, evita la consultazione spasmodica e il confronto con le notizie finanziarie o l’andamento dei mercati. Le cattive notizie inducono a vendere sulla paura, le buone notizie inducono ad aumentare il rischio sull’euforia, in entrambi i casi si compromette la creazione di valore nel lungo periodo. Il portafoglio ha tempi di maturazione lunghi. Gestire i propri risparmi è come cucinare una torta: se aprite troppo spesso il forno per controllarne la cottura, la torta si affloscerà su se stessa e il risultato finale sarà molto deludente.

5. Non acquistare un titolo solo perché il suo valore è salito. E’ la peggiore delle strategie di investimento; lo dice con molta saggezza Warren Buffet “la più stupida ragione al mondo per comprare una azione è perché il suo prezzo sta salendo”. Titoli ed indici salgono per molti motivi, non ultimo perché tutti credono che salgano. I mercati finanziari sono l’ecosistema naturale delle profezie che si autoavverano … Il valore di un titolo può crescere, crescere e crescere solo perché tutti pensano che continuerà a farlo. E’ la dinamica delle bolle speculative. Comprate un titolo solo se i fondamentali di quel titolo fanno presagire ulteriori o futuri rialzi.

6. Diversifica, diversifica, diversifica. E’ la regola d’oro di ogni manuale antipanico che si rispetti. “Non può piovere sempre e non può piovere ovunque” diceva Mark Twain. Chi ha ancora le ferite aperte dallo scoppio della tech bubble è chi aveva concentrato troppo in aziende tecnologiche o in “small cap”. Un portafoglio ben diversificato è quello più adatto a resistere in un ambiente finanziario fatto di rendimenti modesti ed alta volatilità. “L’attività di investimento dovrebbe essere un po’ come osservare la vernice che si asciuga su una parete o l’erba che cresce in un prato. Se vuoi adrenalina prendi 800 dollari e vai a Las Vegas” diceva Paul Samuelson.

7. Affidati a un consulente. La letteratura scientifica dimostra che i portafogli affidati ad un consulente ottengono mediamente risultati migliori dei portafogli autogestiti. Non è difficile a comprenderne il motivo. Il consulente conosce i mercati ma soprattutto sa come gestire le emozioni degli investitori. Il suo distacco emotivo gli permette di prendere decisioni più ponderate sia nelle fasi in cui l’euforia ha normalmente il sopravvento, sia quando l’investitore comune, preso dallo sconforto, rischia di sprecare le migliori condizioni di acquisto.

Fonte: GAM (Italia) S.G.R. SpA

https://italia.gam.com/it/Blog-Overview/20160104-Dont-Be-Turkey

(è necessario registrarsi al sito per visualizzare l’articolo completo)

Il pasto gratuito non sfama

  di Sara Silano, pubblicato su Morningstar il 08/10/2015

Copio, incollo e condivido un articolo sintetico, chiaro e ben fatto di Sara Silano sull’importanza dell’investimento di medio-lungo periodo e della diversificazione.

Tenere i soldi sul conto o in un fondo monetario non protegge il potere di acquisto della moneta e aumenta il rischio di non risparmiare abbastanza per la pensione.

Sui mercati finanziari non esistono più pasti gratuiti. Negli ultimi cinque anni, i fondi monetari in euro (disponibili in Italia), che sono equiparabili a un investimento privo di rischio, hanno reso in media lo 0,3% annuo (al 30 settembre 2015). Nello stesso periodo l’inflazione media annua nel Belpaese è stata dell’1,6% (fonte Istat). L’investimento in liquidità, dunque, non ha protetto il potere di acquisto della moneta.

C’era una volta il BoT

Sono lontani i tempi in cui il BoT (Buono ordinario del Tesoro) a sei mesi rendeva oltre il 10% (bisogna ritornare a metà degli anni Novanta) e il rating dell’agenzia Standard & Poor’s sull’Italia era pari ad AA, ampiamente all’interno dell’universo dei titoli di debito di buona qualità. Oggi il titolo italiano di pari-scadenza rende un magro 0,06% e il giudizio sul Belpaese è BBB-, un gradino sopra il livello spazzatura. La svolta è avvenuta nel 2011, con la crisi del debito sovrano, che ha portato in Europa un rischio che in precedenza era tipico dei paesi emergenti: quello politico.

Con i tassi che in Europa sono vicini allo zero, tenere i soldi sotto il materasso o in investimenti di breve termine non permette neppure di coprire la seppur bassa inflazione (0,2% nel 2014, fonte Istat). In altre parole, la liquidità è un rischio più che un’opportunità. Il pericolo più grande è di mancare il proprio obiettivo finanziario (cosiddetto shortfall risk). Per chi ha un orizzonte di lungo periodo, tenere molti soldi in strumenti a bassa volatilità (e quindi rendimenti minimi) aumenta il rischio di non risparmiare a sufficienza per la pensione o per altre esigenze, come l’acquisto di una casa.

La diversificazione funziona

Cosa fare per non incorrere in tale pericolo? Per comprenderlo guardiamo come si sono comportate le diverse attività finanziarie dal 2000 ad oggi. 15 anni fa, il miglior investimento erano le materie prime, nel 2014 sono state il peggiore in assoluto. Sempre all’inizio del nuovo millennio, pochi sarebbero stati disposti a comprare un fondo azionario emergente, eppure in sette dei successivi 15 anni, questa asset class è stata la più redditizia. Ancora, chi nel 2008 avesse scelto i titoli di stato governativi, avrebbe evitato il crollo delle Borse internazionali seguito alla crisi dei mutui subprime (di bassa qualità) americani, ma si sarebbe ritrovato in fondo alla classifica delle performance nei due anni successivi, perdendo il rimbalzo dell’azionario.

La mappa delle attività finanziarie dal 2000 ad oggi

  

Fonte: Morningstar Markets Observer. Dati al 30 giugno 2015.

Indici utilizzati: Small stocks—Morningstar Small Cap Index. Large stocks—Morningstar Large Cap Index. Int’l stocks—Morningstar Developed Mkts ex-U.S. Index. Emerging stocks—Morningstar Emerging Mkts Index. Interm. govt bonds—Morningstar Interm. U.S. Govt Bond Index. Interm. corp. bonds—Morningstar Interm. Corp. Bond Index. High-yield bonds—Barclays U.S. High Yield Corp. Bond Index. Commodities—Morningstar Long-Only Commodity Index. Moderate portfolio—Morningstar Moderate Target Risk Index. © 2015 Morningstar

La prima lezione della mappa delle asset class è che inseguire il rendimento non è una buona strategia; la seconda è che non si possono tenere tutte le uova nello stesso paniere. Un portafoglio bilanciato moderato (tassello grigio nella tabella), composto al 60% da azioni globali e al 40% da obbligazioni internazionali, ha reso il 5,9% dal 2000 a fine giugno 2015, facendo meglio di un portafoglio esclusivamente azionario o al 100% composto da titoli governativi.

Nel terribile 2008, 100 euro investiti sulle Borse internazionali (indice S&P Global 100) a gennaio sarebbero diventati 64,5 dopo dodici mesi, mentre la stessa somma allocata per il 50% in azioni, il 40% in obbligazioni (Barclays Global Aggregate) e il 10% in liquidità (JPM GBI Global 3 Months) avrebbe lasciato in tasca al risparmiatore 86,5 euro. Nel 2011, nel pieno della bufera per la crisi del debito sovrano in Europa, 100 euro in un portafoglio moderato sarebbero diventate 102,4, mentre in uno aggressivo 96,8. 

Non esiste il mix perfetto di asset class, perché molto dipende dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio dell’investitore; tuttavia i numeri dimostrano che la diversificazione continua a essere il migliore antidoto alla volatilità dei mercati. ”

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