Il grande valore del risparmio per il futuro dei giovani

imm_Ieri mattina ho letto con interesse l’articolo “Generazione Y: risparmiano poco e con prudenza“, pubblicato su Italia Funds People.

Il tema di fondo è il rapporto tra i giovani e la finanza: dai dati del Quaderno n.3/2015 appena pubblicati da Assogestioni emergono questi elementi principali relativi alla Generazione Y, ovvero i giovani nati dal 1980 in poi:

– i giovani risparmiano poco: la quota di sottoscrittori con età compresa tra i 26 e i 35 anni è scesa in un biennio dall’8% al 6,9% del totale

investono con eccessiva prudenza: il 38,7% sceglie principalmente i fondi obbligazionari e dedicano ai fondi azionari solo l’8% del proprio investimento, al di sotto della media registrata

diversificano poco gli investimenti: oltre il 70% degli under 35 lo ha fatto solo in un fondo italiano, mentre circa 1 su 4 si spinge ad investire in due o più fondi

per i consigli difficilmente si rivolgono ad un professionista: nel 70% dei casi per scegliere una forma di risparmio e investimento un giovane sotto i 35 anni parla in primo luogo con la propria famiglia

La conclusione principale che ne traggo è la forte necessità di consulenza qualificata per ottimizzare queste risorse ed aiutare i miei coetanei nella gestione e soprattutto nella finalizzazione degli investimenti. La cultura finanziaria non è sufficientemente diffusa e scarseggia la propensione alla pianificazione economica del proprio futuro. Del resto, per la nostra generazione, è davvero difficile pianificare il futuro in un contesto così complicato, sotto ogni profilo, come quello attuale. Ma è quanto mai necessario.

Le previsioni sui movimenti della ricchezza finanziaria italiana indicano infatti che la Generazione Y sarà protagonista indiscussa dei prossimi dieci anni: in un decennio il 65% della ricchezza finanziaria passerà di mano e i principali clienti dei professionisti della consulenza finanziaria saranno gli under 35.

Se la distanza tra i giovani e il risparmio è dunque certezza matematica, lo è anche all’interno del mondo dei professionisti della consulenza: i promotori under 30, secondo l’Albo dei promotori finanziari, sono solo il 2% del totale della popolazione. Un livello troppo basso per una professione che oggi vede il 43% degli iscritti all’Albo con più di 50 anni, il 40% compreso tra i 40 e 50 anni, e il 15% tra 30 e 40 anni.

Io faccio parte di questa esigua minoranza e mi propongo come guida per portare i giovani ad avere una nuova consapevolezza del valore del risparmio per i loro progetti futuri!

E in questo senso ho un’esperienza concreta da descrivere brevemente: la mia.

Ho iniziato la mia attività di consulente finanziario nel 2008. Ho aperto la partita IVA e ho iniziato a cercare i primi clienti. Per i primi tempi, naturalmente, le spese superavano di gran lunga le entrate, senza la possibilità quindi di accantonare quote di risparmio. Appena sono riuscito a sviluppare un certo business e a raggiungere un discreto equilibrio finanziario ho condiviso con il mio consulente finanziario di fiducia, me stesso :-), i miei obiettivi di vita personali – partendo da quelli prioritari – e definendo in quale orizzonte temporale raggiungerli. Dopodiché ho stimato le risorse necessarie per realizzare questi progetti e ho scelto le soluzioni più efficienti per centrare questi obiettivi.

Mi sono posto soprattutto obiettivi di medio-lungo periodo e ho pertanto scelto un approccio finanziario piuttosto aggressivo, con una alta percentuale di azioni. Uno dei miei primi investimenti finanziari personali fu un piano di accumulo di 100 euro al mese su un fondo azionario che investe nei mercati emergenti asiatici, sottoscritto nel 2010. E’ ancora attivo: rendimento di periodo ad oggi 74,80%, su base annua 12,73%. Non male direi…

La pianificazione e la costanza nel perseguire i miei obiettivi mi ha consentito proprio pochi giorni fa di realizzare uno dei miei progetti principali: versare l’anticipo per l’acquisto della prima casa.

Utopia? Realtà? I numeri non mentono e sono pronto a metterli a vostra disposizione. Vi assicuro che senza un piano finanziario coerente e strutturato avrei fatto scelte ben diverse e oggi vivrei un presente molto meno sereno!

Da sempre ripeto che la pianificazione finanziaria è una disciplina per mettere la finanza al servizio dei nostri progetti.

E siccome tutti abbiamo progetti…perché non tutti abbiamo un piano finanziario?

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