L’importanza delle PMI

ImageDa sempre considerate la trama principale del tessuto imprenditoriale italiano, le Pmi sono state tra le prime vittime colpite dalla crisi. Eppure, quelle che più hanno resistito ai tempi duri, si sono dimostrate ed affermate come un vero e proprio modello di business da seguire, anche per le imprese più grandi.

La Cgia di Mestre ha recentemente voluto sottolineare come le piccole e medie imprese siano fondamentali anche per la creazione di nuovi posti di lavoro. Lo ha fatto tramite un’analisi condotta dal proprio Centro Studi, analizzando i dati relativi agli anni che vanno dal 2001 al 2011.

In 10 anni le imprese con meno di 50 addetti hanno creato (al netto dei settori del pubblico impiego e dell’agricoltura) più del doppio dei posti scaturiti dalle grandi aziende: si parla di 457.200 nuovi occupati contro i 212.600 delle “big”.

Per dirlo in percentuale, nel decennio passato il 64,3% dei nuovi lavoratori ha trovato lavoro nelle piccole imprese, il 5,8% nelle medie e il 29,9% nelle grandi.

Attualmente il 67% del totale dei lavoratori italiani è impiegato in una PMI. A sorpresa, le Regioni dove le piccole e medie imprese si sono dimostrate più dinamiche sono quelle del Centro-Sud: Lazio (+17,4% di occupati), Calabria (+14,4%) e Sicilia (+14%).

Secondo Giuseppe Bertolussi, Segretario Cgia, le realtà con meno di 50 addetti “sono l’asse portante della nostra economia: costituiscono il 99,5% del totale delle aziende presenti nel nostro Paese e occupano 11 milioni di addetti […] in questo momento così delicato sostenere le piccole imprese vuol dire aiutare il Paese ad uscire dalla crisi economica e, soprattutto, creare le condizioni per ridurre la disoccupazione”.

Intanto una recente indagine condotta da Google e Doxa ha sottolineato come, le Pmi italiane che hanno saputo cogliere al volo l’opportunità fornite dal digitale e dall’e-commerce soprattutto sui mercati esteri, abbiano aumentato considerevolmente il proprio fatturato. Secondo il famoso motore di ricerca, nel primo semestre 2013 le ricerche su Google relative al Made in Italy sono cresciute dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I settori più ricercati sono moda, automotive e alimentare, ma quello che registra una maggiore crescita è tornato ad essere il turismo.

Pmi quindi traino all’occupazione, soprattutto quando quest’ultime sono capaci di abbracciare le novità del mercato digitale e globale, facendosi portabandiera di un made in Italy che ancora ci può rendere competitivi.

 

Fonte: www.iononcicascopiu.it

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