Le previsioni economiche della Commissione Europea

comm.europPrevisioni poco rosee quelle della Commissione Europea stilate ad inizio maggio.
Che ne sarà dell’Area Euro nel secondo semestre dell’anno e nel 2014?

Vediamo di riassumerne i punti principali.

PIL: per il 2013 calo generale del Pil dello 0,4% contro il -0,3% atteso precedentemente. Nel prossimo anno è atteso invece un aumento dell’1,2%. Nel dettaglio, solo il Pil della Germania dovrebbe registrare nell’anno una crescita dello 0,4%, rispetto alle ulteriori contrazioni di Italia dell’1,3% e di Francia dello 0,1%; continua a fare peggio la Spagna registrando un – 1,5%.

RIPRESA: dopo la profonda recessione del 2012, è prevista una lenta ripresa nel secondo semestre dell’anno in corso mentre per il 2014 si prevede un’accelerazione.
Si sottolinea però che la ripresa dell’attività economica sarà troppo lenta per riuscire a ridurre la disoccupazione.

DISOCCUPAZIONE: si stima raggiungerà nel 2013 l’11% nell’UE e il 12% nell’Area Euro, per poi stabilizzarsi su questi livelli nel 2014, ancora con ampissime differenze tra i vari Stati membri. Secondo le proiezioni l’occupazione diminuirà ulteriormente nel 2013 in quanto continueranno a farsi sentire i postumi della recessione del 2012. Tuttavia, entro il 2014 la crescita del PIL dovrebbe iniziare a favorire il livello di occupazione.
Olli Rehn, Vicepresidente e Commissario per gli Affari economici e monetari UE, ha appunto dichiarato: “Alla luce della recessione prolungata si deve fare il possibile per superare la crisi dell’occupazione in Europa. Il mix delle politiche dell’UE si concentra sulla crescita sostenibile e sulla creazione di occupazione; il risanamento di bilancio prosegue, ma a ritmo rallentato. Parallelamente, è necessario intensificare le riforme strutturali per sbloccare la crescita in Europa.”

DOMANDA INTERNA: il calo della domanda interna è fortemente legato alla disoccupazione per la semplice legge che meno si guadagna, meno si spende. Eppure il rilancio della domanda interna è una necessità prioritaria su cui la Commissione insiste. La domanda continua ad essere contratta a causa della recessione ma si prevede che la lenta crescita del 2014 possa in parte rilanciarla, mentre per il 2013 continuerà ad essere l’export il motore trainante del commercio. Secondo Olli Rehn infatti “Nel breve termine la domanda esterna in aumento viene indicata come il principale fattore di crescita, visto che la domanda interna è ancora bloccata per le conseguenze di una profonda crisi finanziaria”.
Fondamentale per rilanciare il commercio interno una politica di accesso al credito meno restrittiva, ma la crisi del credito che ancora grava sull’Europa non favorisce consumo ed investimenti.

Fonte: www.iononcicascopiu.it

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