L’indice Big Mac

bigmacindDomanda legittima in un blog che parla di consulenza finanziaria: cosa c’entra il Big Mac con la finanza?!?

Tranquillo, non sei finito per sbaglio in un blog di cucina da fast food…ora ti dirò perchè il famoso panino di Mc Donald’s può essere utile quando si parla di finanza ed in particolare quando si vuole confrontare il valore di una moneta rispetto alle altre.

Introdotto nel 1986 dalla rivista britannica The Economist, l’indice Big Mac è tutt’ora un parametro molto usato per confrontare il potere d’acquisto delle diverse valute.

L’idea dei britannici fu quella di utilizzare un bene consumato in tutti i paesi, un panino Mc Donald’s per l’appunto, per rapportare gli equilibri tra diverse monete secondo la cosiddetta teoria della parità del potere di acquisto. Per esempio, spiega L’Economist, negli Usa un Big Mac costa 4,37 dollari (pari a circa 3,22 euro) mentre in Europa servono in media 3,59 euro: ciò significa che la moneta statunitense è sottovalutata rispetto all’Euro.

Un indice questo spesso criticato perché giudicato impreciso (non tiene per esempio conto del diverso costo della forza lavoro) ma che da quest’anno, nella nuova versione 2.0, considera anche il Pil procapite dei diversi Paesi. Al di là dell’introduzione dell’interattività e del perfezionamento dell’index stesso, la rivista britannica ha pubblicato un’attenta analisi che, con riferimento luglio 2011-gennaio 2013, analizza le diversità di prezzo del panino all’interno dell’Area Euro.

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Fonte: Bruegel su dati forniti da The Economist

Questi dati, analizzati dal centro studi Bruegel di Bruxelles, hanno messo in luce che l’Italia è il paese più caro dell’Eurozona: il nostro Big Mac costa 3,85 euro contro i 3,64 della Germania, i 3,6 della Francia e i 3,4 dell’Austria. In tutti i paesi in crisi (Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo) nel periodo analizzato il prezzo del Big Mac è calato mentre in Italia, in fase recessiva come i paesi sopra citati, ha visto un aumento del prezzo del 20%, il secondo aumento più elevato dopo l’Estonia.

Guntram Wolff, Vicedirettore del Bruegel, sottolinea che questo dato è da attribuire al fatto che “l’Italia ha avuto la più elevata inflazione nell’Eurozona tra luglio 2011 e dicembre 2012 con i prezzi cresciuti del 6% rispetto alla media del 3,9% dell’Eurozona”.

Quando ordini un Mc Menu in giro per il mondo, dunque, tieni d’occhio il prezzo: dieta e fegato permettendo, potrebbe essere conveniente ordinarne due! 😉

 

Fonte: www.iononcicascopiu.it

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