Miti da sfatare: il mattone è davvero il miglior investimento possibile?

images[9]Casa dolce casa. Gli italiani amano il mattone.

Questo è un dato di fatto, l’investimento immobiliare è la scelta principe per la stragrande maggioranza degli italiani.
Dietro l’acquisto di una casa ci sono forti motivazioni psicologiche. Le più importanti sono legate alla tranquillità che offre avere “un tetto sopra la testa” e all’apparente maggiore sicurezza data dal fatto che un immobile è un bene fisicamente tangibile, che si vede, si tocca.

Però, a parte la casa di proprietà che merita un discorso a parte, siamo sicuri che il mattone sia sempre un affare?

Oggi vi do qualche spunto di riflessione e vi riporto alcuni dati per provare a sfatare questo mito calandomi nei panni dei protagonisti del famoso programma televisivo MythBusters, due esperti di effetti speciali che mettono alla prova la validità di numerose leggende urbane e credenze.

Dunque, siamo certi che, conti alla mano, l’immobile convenga come puro investimento? Abbiamo considerato tutti i costi sommersi e indiretti che gravano dietro all’acquisto e la gestione di un immobile da mettere a reddito? A fare due conti, molte certezze vacillano.

Partiamo innanzitutto dal contesto di mercato. E’ indubbio che i prezzi delle case siano cresciuti in maniera esponenziale fino alla fine del 2007. Una crescita violenta trainata dai mutui facili (che ci sono costati moltissimo come insegna la crisi dei mutui subprime americani del 2008) e da un mercato drogato senza solide fondamenta.
Successivamente, complice anche la crisi i prezzi sono iniziati a scendere in modo deciso soprattutto nelle zone meno “nobili”, quelle però dove risiedono la maggior parte dei risparmiatori che adesso ne pagano il prezzo.

Proprio ieri l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ha evidenziato quasi un dimezzamento del mercato immobiliare italiano rispetto ai picchi del 2006, crollando ai livelli del 1985. Nel 2012 le abitazioni comprate o vendute si sono fermate a 444mila unità, come non accadeva da quasi trent’anni. Il calo dal 2011 al 2012 è stato del 25,8%. Nel quarto trimestre dell’anno, in particolare, le compravendite immobiliari sono precipitate del 29,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oltre a questo, l’anno scorso i prezzi delle abitazioni sono calati mediamente del 12%. Dall’inizio della crisi del 2008 ad oggi, per le sole abitazioni i prezzi sono calati nell’ordine del 20-25%.

In altre parole è quindi molto più difficile vendere una casa e se si contabilizzasse quotidianamente a valore di mercato ogni proprietà immobiliare le famiglie si troverebbero di fronte a spiacevoli sorprese e grafici in discesa.

Questa tendenza, soprattutto in alcune zone, non sembrerebbe destinata a invertirsi. Anzi. Complice la crisi, le maggiori difficoltà di ottenere un mutuo, forme di investimento diverse, insieme all’analisi di tutti i costi e le tasse connesse per l’acquisto di una casa stanno facendo vacillare tante certezze. In particolar modo quando si tratta di immobili a reddito e quindi non prime case.

Ciò non significa che investire in immobili sia sempre sbagliato o non conveniente, significa che non dovrebbe essere l’unica forma di investimento in portafoglio. Agli immobili dovrebbero essere affiancate soluzioni finanziarie che hanno dalla loro alcuni innegabili vantaggi, complementari e che perfettamente si integrano con il “mattone” quali la liquidabilità, la trasparenza dei prezzi, la quotazione giornaliera, ecc. Ancor meglio se si prediligono soluzioni altamente diversificate per area geografica (per contenere il cosiddetto “rischio paese” e accedere a mercati più floridi ed in crescita dell’Italia), valuta e settore.

Per assicurarsi una rendita e buoni rendimenti esistono numerosi strumenti alternativi al “mattone”, con caratteristiche diverse e spesso complementari. Alcuni esempi? Cedole e dividendi.

ced.div. vs matt

La storia ci insegna che la regola della diversificazione non solo è saggia ma paga.

Vuoi conoscere insieme a me, numeri alla mano, in che modo è possibile impostare una gestione complessiva del patrimonio in maniera efficiente, diversificata, fiscalmente conveniente, con il miglior rapporto rischio/rendimento atteso?

Contattami per un appuntamento, approfondiremo strumenti e soluzioni per sfatare insieme il mito del “mattone”.

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