Azimut, rotta verso Istanbul

FONDI TURCHI PER L’ITALIA

Nel 2013 il Gruppo Azimut lancerà fondi sul mercato italiano che investiranno su prodotti turchi. È quanto si apprende a margine della conferenza stampa di presentazione della partnership – ufficialmente partita a febbraio 2012 – tra il Gruppo di Pietro Giuliani e il maggior player del risparmio gestito in Turchia, Global Investment Holding.

“Intendiamo lanciare fondi per il mercato italiano che punteranno principalmente sui tassi turchi”, ha spiegato Giorgio Medda, il giovane ceo di Azimut per il mercato turco (37 anni da poco) che da nove mesi si è trasferito a Istanbul.

PIONIERI A ISTANBUL

La partnership di Azimut in Turchia, sottolinea lo stesso Medda, “è la prima messa in piedi da una rete italiana con un player turco”. E di spazio per raccogliere pare essercene in abbondanza. “I numeri che solo Azimut realizza in Italia equivalgono più o meno a tutto il mercato turco del risparmio gestito”, spiega Medda. In Turchia gli investitori spesso non vanno oltre il conto corrente o il conto deposito e i risparmi privati dei turchi, circa 400 miliardi di euro, fanno molta gola.

COME È NATO IL SODALIZIO

A febbraio il Gruppo ha messo sul piatto circa sei milioni di euro per dare vita ad Az Global, una società che al 60% appartiene al Gruppo Azimut. “In Turchia”, spiega sempre Medda, “Global Investment Holding ha circa 27mila clienti, un grandissimo bacino d’utenza, ed entro quattro anni miriamo a realizzare masse per 350 milioni di euro”, ha sottolineato. Per gli investitori turchi, Az Global ha pensato di realizzare sei fondi per il mercato retail. Il 90% di questi investe in equity mentre il restante 10% punta su obbligazioni e valute. “Il mercato turco ha una volatilità altissima”, spiega Medda, “ intorno al 25%. Noi puntiamo ad abbassarla considerevolmente intorno al 10-15%”.

DALLA TURCHIA AL MONDO

Ma per Azimut la Turchia rappresenta solo un piccolo pezzettino di un progetto decisamente più internazionale. “Stiamo guardando ad altri Paesi come la Russia e l’India, ma adesso è ancora presto per parlarne”, spiega il Presidente e a.d. Pietro Giuliani. Intanto, però, già a ottobre un team si recherà in Brasile per tentare di stringere accordi e partnership sul mercato verdeoro. Senza parlare dell’interesse di Giuliani per il Sud America. “Stiamo andando in perlustrazione anche in Perù, Columbia e Cile”.

Clicca qui per visualizzare l’assetto internazionale del Gruppo.

EFFETTO SUGLI UTILI

Nel frattempo, il numero uno della società che si è quotata nel 2004 ha snocciolato qualche previsione sui numeri che il suo gruppo vorrebbe realizzare. “Azimut punta a raggiungere nel 2012 un utile netto a livelli record”, ha detto Giuliani. Secondo il numero uno, ci sarebbero buone possibilità che Azimut superi il record di 118 milioni di utile netto raggiunto nel 2009.

Giuliani ha ricordato che nel primo semestre del 2012 l’utile di Azimut è stato di 79 milioni e che nei primi nove mesi dovrebbe invece attestarsi a 100 milioni.

UNA BUONA ANNATA

Insomma, Giuliani crede molto nel 2012. “Puntiamo a realizzare il 10% di asset under management dall’estero” (ora è il 5%), ha detto. Negli ultimi quattro anni il gruppo ha raccolto 3,1 miliardi, acquisito 70mila nuovi clienti e reclutato 620 promotori finanziari. Giuliani non sta a guardare, dunque, e sembra avere le idee chiare sul mercato italiano del risparmio gestito. “Noi non stiamo fermi come certe case automobilistiche, che non producono nuovi modelli”, ha sottolineato il manager.

Sono orgoglioso di essere partner e azionista dell’unica realtà del settore in Italia con questa visione internazionale, che fa dell’innovazione un punto fermo, con una grande capacità di rispondere alle esigenze, che genera ottimi rendimenti a favore dei clienti (oltre il 5% medio da inizio anno!), che crede nei giovani (e io ne sono la prova!), che riesce a cavalcare il cambiamento e a trasformare la crisi in grande opportunità.

Tutto questo mi permette davvero di offrire il miglior servizio alle persone che mi scelgono come consulente.

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