Una banca senza interessi. Si può fare?

Domenica scorsa, ascoltando il programma “Si può fare, cronache da un paese migliore” su Radio 24, ho sentito parlare di JAK Italia, un’associazione culturale che vorrebbe dar vita anche nel nostro Paese (in Svezia esiste da quasi quarant’anni) ad una banca che riceve ed impiega denaro senza interessi. Per spiegare le linee guida di questo interessante (scusate il gioco di parole) progetto, estrapolo di seguito alcuni passaggi del sito internet dell’associazione www.jakitalia.it. 

JAK è un acronimo in lingua svedese: Jord, Arbete, Kapital. In italiano Terra, Lavoro, Capitale, tre elementi di base del sistema economico.

JAK Medlemsbank è una banca che opera in Svezia dal 1973 utilizzando un metodo molto particolare: i risparmiatori non ricevono interessi sul capitale versato, mentre coloro che prendono prestiti pagano unicamente una commissione, corrispondente ai costi di gestione della banca.

JAK è una teoria economico-finanziaria che afferma che il denaro è stato inventato e va utilizzato allo scopo di migliorare la qualità della vita degli esseri umani.”

Migliorare la qualità della vita degli esseri umani è senza dubbio un nobile scopo, che sicuramente sposo in pieno. Ma vediamo su quali basi economiche si fonda quest’idea ed in che modo si vorrebbe concretamente realizzare.

“JAK è un gruppo di italiani che operano per trasformare questa teoria in concreta realtà, anche qui in Italia. E’ un progetto di futuro volto a realizzare un soggetto bancario che si faccia promotore della circolazione del denaro e della redistribuzione della ricchezza. JAK Italia propone un progetto di business sociale “no profit”: obiettivo è la sostenibilità economico-finanziaria, non la massimizzazione del profitto, tanto che i capitali prestati non sono remunerati da interessi ma solo da contributi necessari a sostenere le spese di gestione. Mira, inoltre, a sostenere lo sviluppo di una coscienza ambientale e il credito all’economia locale.

Una nuova immagine di banca, insomma, prende vita: una banca gestita dalle persone (ogni socio gode di un voto nell’assemblea) che mettono a disposizione di altre persone i propri risparmi. Un luogo in cui i soci non pagano, né ricevono interessi. Un sistema virtuoso e sostenibile che mette i soci al riparo anche dall’inflazione in quanto la perdita di potere d’acquisto è compensata dalla possibilità di ricevere finanziamenti a costo ridotto.”

Come funziona il sistema di risparmio e prestiti Jak?

“Lo strumento principale attraverso il quale il progetto JAK si concretizza è un sistema di risparmio e prestito libero da interessi. All’interno di questo sistema le persone depositano denaro e ne prendono in prestito. In entrambi i casi, non vengono applicati interessi. Depositando una somma di denaro, in un sistema JAK, essa rimane costante e, allo stesso tempo, prendendo un prestito nel sistema JAK, si paga una commissione che corrisponde ai costi di gestione del sistema, e che non va mai a pagare gli interessi dei risparmiatori o i redditi di eventuali proprietari. La perdita di potere d’acquisto derivante dall’inflazione è ampiamente compensata dall’assenza di interessi passivi.
I clienti/soci operano mediante il “sistema di risparmio e prestito bilanciato libero da interessi” (the balanced savings and loan system interest-free). A garantire la liquidità del sistema è il meccanismo dei “punti risparmio”: punti che si accumulano nei periodi in cui il socio effettua depositi e si decrementano nei periodi in cui accede al finanziamento.

I finanziamenti sono erogati dietro presentazione di una cauzione pari al 6% della somma erogata, che viene restituita al buon fine del piano di rientro. In caso di mancato pagamento, prima di procedere con le tradizionali iniziative per il recupero, intervengono azioni tipiche della filosofia cooperativa attraverso la dilazione dei pagamenti, la sospensione dei pagamenti per un periodo o l’intervento di altri soci che prestano i propri punti risparmio.

La banca non carica o paga interessi sui suoi prestiti/risparmi. Tutte le attività della banca avvengono fuori dal mercato finanziario poiché i suoi prestiti sono finanziati solamente dai risparmi dei soci. Con il modello JAK la banca torna alla propria funzione principale: raccogliere danaro e ridistribuirlo per assolvere semplicemente al servizio del credito. Il credito è comunque erogato nel rispetto delle garanzie richieste dall’organo di vigilanza; una particolare attenzione è data alle economie dei territori e ai progetti legati alla crescita sostenibile e rispettosa dell’ambiente.” 

Che possa essere questa una reale possibilità per uscire dall’attuale credit crunch bancario? Di certo non sarà la soluzione con la “S” maiuscola e qualche dubbio dal punto di vista pratico ed economico rimane, ma questo innovativo (almeno in Italia) progetto può darci per lo meno alcuni validi spunti di riflessione.

“Un’altra importante componente dell’azione JAK é la diffusione di cultura e consapevolezza rispetto ai processi economici. L’idea di base è che i meccanismi dell’economia sono in realtà molto più semplici di quanto non si creda comunemente, e che ogni persona deve essere in grado di discutere di questioni economiche.”

Quest’ultimo concetto lo condivido completamente ed è uno dei miei cavalli di battaglia nel mio lavoro quotidiano e del Gruppo Azimut in generale: education, cultura finanziaria e consapevolezza dei risparmiatori sono e saranno sempre più fondamentali in Italia per un’evoluzione positiva della nostra economia e del nostro futuro!

Anche per questo è cruciale il ruolo degli operatori del settore. Anche per questo è ancor più cruciale il ruolo del Consulente Finanziario orientato alla persona!  https://daniloperini.com/chi-sono/

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