Risparmio e raccolta in Emilia Romagna

Regolarmente raccolgo informazioni e statistiche sulle famiglie e le imprese della nostra regione per approfondire la conoscenza del mio “mercato di riferimento” e quindi essere più efficiente nella gestione dei patrimoni dei miei clienti.

Grazie alla segnalazione di un mio socio (grazie Maurizio!) ho esaminato uno studio statistico sulla raccolta bancaria in Emilia Romagna negli ultimi 10 anni, a dir poco illuminante per me e spero utile spunto di riflessione per le famiglie e gli imprenditori che risparmiano e investono.

In questa analisi, aldilà del posizionamento in termini di raccolta pro-capite, utile solamente a far emergere la relativa ricchezza degli abitanti della regione rispetto ad altri (che ci pone tuttavia ai vertici), emerge un dato veramente curioso.

Alla fine del 2010 in regione l’ammontare complessivo dei depositi bancari risulta essere pari a 76.240 milioni di euro, detenuto per il 68,4% dalle famiglie consumatrici e il restante 31,6% da imprese e famiglie produttrici (ditte individuali e aziende familiari). Di questi 76.240 milioni, ben 44.688 milioni, circa il 60%, è in obbligazioni bancarie detenute per oltre il 90% dalle famiglie consumatrici! Una concentrazione un pò eccessiva!

Un altro elemento da considerare e che deve far riflettere è il seguente. Dal 2001 al 2010 in Emilia Romagna (ma il fenomeno non cambia di molto nel resto d’Italia), l’ammontare dei depositi bancari è aumentato del 28%, mentre l’ammontare delle obbligazioni bancarie del 47%, con un differenziale di crescita del 70%.

Come mai si ha una crescita esponenziale di questi titoli ? Come mai questi titoli, che sono più rischiosi dei titoli di Stato sia in termini di rating che di liquidabilità, non vengono emessi con un premio di rendimento adeguato, come rilevato dagli studi nei “quaderni delle finanza della Consob”? Semplice, affidandosi alla propria clientela, le Banche (come scritto nell’abstract http://www.consob.it/main/consob/pubblicazioni/quadernifinanza/qdf67.htm), riescono a vendere proprie obbligazioni a tassi in linea con i titoli di Stato in quanto la clientela stessa non è in grado di valutare correttamente il rischio associato alla Banca (anche se negli ultimi anni abbiamo visto grossi problemi in America, in Europa e in Italia, sia su grandi gruppi che su gruppi piccoli come visto anche vicino a noi…).

La Banca nel momento in cui chiede finanziamento di medio termine agli investitori istituzionali deve offrire determinati rendimenti, se invece si rivolge alla propria clientela retail, può permettersi di offrire rendimenti inferiori proprio per la oggettiva difficoltà, abbastanza ovvia, del risparmiatore a valutarne attentamente il rischio.

Perchè nel 2008, ad esempio, molto spesso le banche hanno collocato ingenti quantità di obbligazioni di colossi bancari quali Goldman Sachs, Dexia, Morgan Stanley e altri (che non voglio nominare)?

Dal 2001 al 2008 l’esplosione dei collocamenti è stato guidato principalmente dall’avidità e dalla speculazione finanziaria delle banche che hanno raccolto denaro a basso costo, erogato mutui, costruito cartolarizzazioni per aumentare gli utili privati.

La conseguenza, che ormai tutti ben conosciamo, è stata il collasso del sistema culminato dal fallimento della banca d’investimento americana Lehman Brothers, sulla scia della crisi nata dal mercato immobiliare statunitense.

Ora, che il mercato del risparmio è di nuovo saturo di obbligazioni bancarie, a guidare è soprattutto la necessità: gli istituti di credito hanno uno spasmodico bisogno di liquidità per sopravvivere (un esempio su tutti i 1.000 miliardi di euro prestati dalla BCE all’1% e richiesti per quasi 400 miliardi dalle banche italiane, consentendo loro di tornare a “respirare”).

Avidità prima, necessità poi. E alle persone, alle famiglie, agli imprenditori chi ci pensa?

Nel 2009 ho scelto l’indipendenza come valore fondamentale e distintivo per poter scegliere liberamente quanto di meglio c’è sul mercato al fine di soddisfare le reali esigenze dei miei clienti.

Oggi sono socio di una società di consulenza finanziaria indipendente e abbiamo scelto come nostro partner la principale realtà di gestione del risparmio in Italia indipendente da gruppi bancari ed assicurativi.

Questo mi consente di segnalare con consapevolezza tutti questi possibili pericoli alle persone che seguo come consulente, tutelare al massimo i loro (e quidi i miei) interessi e scegliere insieme le migliori strade da percorrere.

Le opinioni sono personali, i dati li puoi trovare sul sito della Banca d’Italia oppure cliccando http://statistica.regione.emilia-romagna.it/factbook/credito_f_l/racc-bancaria

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